Mercato auto: nel primo semestre l’Italia è stata “regina” d’Europa

mercato europeo primo semestre 2016

Andamento positivo per il mercato europeo nel primo semestre 2016. E l’Italia, per una volta, è in testa alla classifica.  Nella prima metà dell’anno in corso, infatti, tutti i principali mercati delle quattro ruote sono cresciuti, in particolare quello italiano (+19,2%) e spagnolo (+12,5%).  Più indietro, Francia (+8,3%), Germania (+7,1%) e Regno Unito (+3,2%).

FRENATA ESTIVA

Se il mercato europeo nel primo semestre 2016 è stato all’insegna del +, lo stesso non si può dire per giugno: a livello Continentale, infatti, il settore delle quattro ruote è sì cresciuto, per il 34° mese consecutivo, ma ha rallentato la propria corsa, facendo segnare un +6,5% sull’analogo periodo del 2015.
Poco più della metà rispetto all’incremento delle immatricolazioni italiane (+11,9%). Leggero calo, invece, per l’UK (-o,8%). Anche nel semestre, come detto, l’Italia si è confermata il Paese con il maggior tasso di incremento tra i principali mercati UE, con un +19,2%, a fronte di una media europea del +9,1%.

LA POSIZIONE DI FEDERAUTO

A commentare questi risultati è Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto.  “L’incremento del settore automotive di quest’anno non trova corrispondenze con la gran parte degli indicatori di crescita del nostro Paese. Per questo, più che da una ripresa, il nostro settore è mosso da fattori interni e congiunturali – ha spiegato il numero uno della Federazione – : dalle massicce campagne di promozione messe in campo da Case e concessionari e, finalmente, da una minore pressione dei costi di mantenimento e utilizzo. Infatti, il prezzo del carburante incide per circa il 15-20% in meno sulle tasche degli automobilisti italiani rispetto a due anni fa, a fronte di una pressione fiscale che almeno è rimasta inalterata”. Anche agosto ha regalato un incremento, seppur ancora più risicato. “Finché cresciamo, anche di poco, va tutto bene. Ed è proprio quando non si è in emergenza che bisognerebbe affrontare i nodi irrisolti che da anni ci trasciniamo dietro. Auspichiamo che in autunno il Governo sia disponibile a confrontarsi su: bollo auto – rimodulazione e non eliminazione -, sinergie possibili tra trasporto pubblico e privato, fiscalità auto aziendali, agevolazioni per i disabili, emersione del sommerso nell’autoriparazione, che crea concorrenza sleale e danni erariali” ha spiegato Pavan Bernacchi.

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