3 domande a Roberto Bolciaghi, Renord: “I collaboratori sono la nostra vera forza”

Continua la rubrica di Dealer Link. Il nome parla chiaro: i protagonisti qui sono i dealer, così abbiamo scelto, di lasciare che siano loro i protagonisti. Di volta in volta, un concessionario italiano ci racconterà la sua storia, le prospettive del proprio business e i piani per il futuro rispondendo a 3 domande.

Ospite è Roberto Bolciaghi, Direttore Generale Renord, che racconta la trasformazione del Gruppo, dall’evoluzione del mercato alla sostenibilità, fino alla scelta di affiancare ai marchi storici anche alcuni nuovi brand cinesi.

Oltre 50 anni di storia, così si rimane competitivi

“Renord ha iniziato la sua attività a Milano nel 1970 e, dal mio punto di vista, il segreto di tutti questi anni è stato quello di resistere, ma non soltanto al cambiamento: abbiamo sempre avuto il coraggio di anticiparlo. In oltre 50 anni di storia abbiamo attraversato trasformazioni enormi. Abbiamo cambiato diverse sedi, sono cambiate le auto, le tecnologie, le esigenze dei clienti e perfino il concetto stesso di mobilità. Per restare competitivi abbiamo quindi dovuto evolverci continuamente, senza mai smettere di imparare.

A livello personale, una lezione che ho imparato negli anni è che l’esperienza è un valore straordinario, ma può anche diventare un limite se porta a pensare di avere già tutte le risposte. Per questo, noi della direzione cerchiamo sempre il confronto con i nostri collaboratori, con i partner e con le persone più giovani.

Un altro punto di forza di Renord è essere un’azienda familiare. Io sono la terza generazione, insieme a mia sorella, mentre la quarta generazione è appena entrata, con i due figli di mia sorella. Questo significa avere una visione di lungo periodo, prendere decisioni pensando al futuro dell’impresa e non soltanto ai risultati del trimestre, che ovviamente sono importanti.

Per noi ha sempre significato mettere al centro le persone, a partire dai nostri collaboratori, che sono la nostra vera forza. Abbiamo persone che sono entrate in azienda e vi sono rimaste fino alla pensione. È un indicatore, dal nostro punto di vista, della qualità dell’ambiente che abbiamo costruito, un ambiente che mio padre ha iniziato a creare nel 1970 e che noi stiamo continuando a costruire. La nostra storia ci dà credibilità, i nostri collaboratori ci danno forza e la nostra capacità di cambiare ci permette di continuare a costruire”.

Sostenibilità, come si traduce concretamente nella strategia di Renord?

“Per Renord la sostenibilità non è un progetto parallelo, ma un modello di gestione che integra ambiente, persone e governance, con l’obiettivo di garantire crescita e competitività nel lungo periodo. I fattori ESG sono ormai parte integrante della nostra strategia, non soltanto come adempimento legato alla sostenibilità, ma anche come leva di competitività, crescita e creazione di valore nel lungo periodo.

Per quanto riguarda l’ambiente, abbiamo avviato un percorso strutturato di monitoraggio e riduzione del nostro impatto ambientale, documentato nei bilanci di sostenibilità 2024 e 2025. Tra le principali iniziative ci sono l’ampliamento dell’offerta di veicoli elettrici e ibridi, l’installazione di infrastrutture di ricarica elettrica, i programmi di riduzione della plastica e l’attenzione all’efficienza energetica delle strutture. Stiamo lavorando su diversi fronti.

Per quanto riguarda invece l’ambito social, l’azienda ha posto il capitale umano al centro delle proprie strategie. Renord contava 301 collaboratori al termine del 2025 e ha ottenuto la certificazione per la parità di genere nel 2023. Abbiamo inoltre investito nella formazione tecnica e manageriale, nello sviluppo di programmi di welfare aziendale e nell’attenzione alla salute e alla sicurezza sul lavoro. A questo si aggiungono il sostegno alle comunità locali e le iniziative a valore condiviso.

In sintesi, i KPI strategici ESG per Renord riguardano la riduzione delle emissioni e dei consumi energetici, la crescita della mobilità a basse emissioni, la valorizzazione del capitale umano, l’inclusione e la qualità di genere, la formazione continua, una governance sempre più strutturata e trasparente e la creazione di valore sostenibile per il territorio”.

Leggi anche: Renord, “La sostenibilità come leva di competitività”

Storica concessionaria Renault e Nissan, Renord ha da poco accolto nuovi brand cinesi. Perché?

“Da un lato c’è una domanda crescente da parte di una fascia di clienti che cerca un rapporto molto competitivo e che oggi guarda con maggiore interesse ai nuovi brand cinesi. Dall’altra c’è ovviamente un’evoluzione del mercato nella quale operiamo e che non possiamo che interpretare e anticipare. La nostra scelta di inserire alcuni brand non nasce assolutamente dall’idea di sostituire i nostri marchi storici, Renault, Dacia e Nissan, che restano il cuore della nostra identità, ma dalla volontà di ampliare l’offerta e rispondere a esigenze sempre più diverse da parte dei clienti.

Siamo arrivati ai brand cinesi da circa un anno, non perché ci siamo mossi in ritardo, ma perché abbiamo cercato di individuare criteri precisi nella scelta dei costruttori. Abbiamo guardato alla qualità del prodotto, alla solidità industriale del costruttore, alla capacità di investimento in Europa e all’innovazione tecnologica. Quando un cliente acquista un’auto, infatti, non compra soltanto un prodotto. Acquista un brand al quale decide di affidarsi, ma compra anche un servizio. Per questo dobbiamo essere certi che il brand cinese sia presente sul mercato a 360 gradi”.

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