Se non migliorano i rapporti con le case e i noleggiatori, le concessionarie italiane sono a rischio sopravvivenza. È questo l’allarme lanciato dagli operatori del settore nella sessione inaugurale dell’Automotive Dealer Day 2026. Tra richieste al governo e all’Unione europea per migliorare lo stato delle cose, si è anche inserito l’allarme delle concessionarie italiane.
Plinio Vanini: “A rischio la sopravvivenza dei dealer”
Sul palco di Verona Fiere c’era Plinio Vanini, vicepresidente di Federauto, che ha sottolineato come “ogni 50mila macchine che perdiamo sul mercato ci sono 5mila posti a rischio”. Il grande problema è quello dei margini, sempre più bassi: erano intorno all’1,4% nel 2025, nel 2025 si potrebbe addirittura “andare sotto”; e a ciò si aggiungono immobilizzazioni pari a circa 4 miliardi di euro.
La situazione non migliora nel comparto del noleggio che, denuncia Vanini, propone alle concessionarie “prezzi da strozzinaggio di cui bisogna vergognarsi”. La richiesta che Federauto avanza alle società di noleggio è quella di “riflettere, perché se avessero riflettuto si sarebbero fermati su una parte che era quella delle aziende”.
La questione è seria, se non si riuscirà a “trovare un accordo di filiera sano”, i dealer italiani “non saranno più in condizioni di sopravvivere”.
Italo Folonari, presidente di Aniasa, l’associazione di Confindustria che rappresenta il mondo del noleggio, ha spiegato che, grazie al canale delle concessionarie, il settore “ha raggiunto alcune categorie di piccoli consumatori alle quali non sarebbe altrimenti potuta arrivare”. Folonari ha concordato con Federauto sul tema delle tariffe di manutenzione, giustificando però la situazione con le esigenze della clientela, spesso attenta principalmente al “best price” e alla rata collegata. “Quando diciamo di ascoltare il consumatore lo dobbiamo ascoltare, tra virgolette, per sempre”.
Pensare al Cliente
Il dibattito si è focalizzato proprio sul cliente e sulla sua centralità. Tommaso Bortolomiol, CEO di Quintegia, ha tenuto le fila della moderazione, sottolineando come “il cliente finale stia vivendo effettivamente una situazione di grande confusione, perché cambiano le tecnologie, ci sono nuovi operatori entranti nel mercato che si stanno ritagliando una propria posizione. Ci sono diverse forme di mobilità tra cui scegliere e quindi questo genera grande confusione. Non ultimo quello della tecnologia dei motori, le auto a batteria, le ibride”
Le richieste all’Unione Europea (e al Governo italiano)
L’incertezza nazionale è amplificata dalle nuove, e non ancora stabili, normative comunitarie. Il presidente di Unrae Roberto Pietrantonio ha illustrato lucidamente tre elementi:
“Gli attori dell’ecosistema devono essere bravi a comunicare la continuità industriale; i costruttori devono investire nelle reti di concessionari con fiducia, perché il digital journey ha una sua importanza, ma l’aspetto umano resta ed è fondamentale nell’esperienza del consumatore; occorrono regole di medio-lungo periodo, coerenti anche sul territorio, rassicuranti per il cliente automobilista”.
“Siamo sulla buona strada, ma ancora non abbiamo svolto tutti i compiti per far funzionare le cose. – ha aggiunto Marco Stella, vicepresidente Anfia – Bisogna completare la trasformazione della normativa europea e riallinearla con realismo al resto del mondo. Inoltre, è necessario che chi gioca sul mercato europeo rispetti le stesse regole. Per questo è fondamentale la politica sul made in Europe e il rilancio della manifattura nel nostro Paese”.
Fabio Pressi, appena riconfermato presidente di Motus-E, è intervenuto sul tema della fiscalità: “è un argomento fondamentale, come sono fondamentali i costi di ricarica. Su questo come associazione stiamo lavorando con l’ARERA, l’Autorità di regolazione dell’Energia. In Italia, poi, abbiamo ancora un’altra anomalia che è la doppia fiscalità nel caso le persone ricarichino anche a casa. Oggi è difficile farsi rimborsare le ricariche casalinghe di un’elettrica o plug-in come se si utilizzasse una carta carburante. Questa assurdità va rimossa”













