Crisi dell’auto: i dealer italiani lanciano l’allarme

Se non migliorano i rapporti con le case e i noleggiatori, le concessionarie italiane sono a rischio sopravvivenza. È questo l’allarme lanciato dagli operatori del settore nella sessione inaugurale dell’Automotive Dealer Day 2026. Tra richieste al governo e all’Unione europea per migliorare lo stato delle cose, si è anche inserito l’allarme delle concessionarie italiane.

Plinio Vanini: “A rischio la sopravvivenza dei dealer”

Sul palco di Verona Fiere c’era Plinio Vanini, vicepresidente di Federauto, che ha sottolineato come “ogni 50mila macchine che perdiamo sul mercato ci sono 5mila posti a rischio”. Il grande problema è quello dei margini, sempre più bassi: erano intorno all’1,4% nel 2025, nel 2025 si potrebbe addirittura “andare sotto”; e a ciò si aggiungono immobilizzazioni pari a circa 4 miliardi di euro.

La situazione non migliora nel comparto del noleggio che, denuncia Vanini, propone alle concessionarie “prezzi da strozzinaggio di cui bisogna vergognarsi”. La richiesta che Federauto avanza alle società di noleggio è quella di “riflettere, perché se avessero riflettuto si sarebbero fermati su una parte che era quella delle aziende”.

La questione è seria, se non si riuscirà a “trovare un accordo di filiera sano”, i dealer italiani “non saranno più in condizioni di sopravvivere”.

Le richieste all’Unione Europea

L’incertezza nazionale è amplificata dalle nuove, e non ancora stabili, normative comunitarie. Il presidente di Unrae Roberto Pietrantonio ha illustrato lucidamente tre elementi:

Gli attori dell’ecosistema devono essere bravi a comunicare la continuità industriale; i costruttori devono investire nelle reti di concessionari con fiducia, perché il digital journey ha una sua importanza, ma l’aspetto umano resta ed è fondamentale nell’esperienza del consumatore; occorrono regole di medio-lungo periodo, coerenti anche sul territorio, rassicuranti per il cliente automobilista”.

Siamo sulla buona strada, ma ancora non abbiamo svolto tutti i compiti per far funzionare le cose. – ha aggiunto Marco Stella, vicepresidente AnfiaBisogna completare la trasformazione della normativa europea e riallinearla con realismo al resto del mondo. Inoltre, è necessario che chi gioca sul mercato europeo rispetti le stesse regole. Per questo è fondamentale la politica sul made in Europe e il rilancio della manifattura nel nostro Paese”.

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