Dazi auto: l’accordo Usa – Ue è davvero un bene?

Il Presidente Usa Donald Trump e la rappresentante della Commissione Europea Ursula von der Leyen si sono incontrati in Scozia per siglare quello che, secondo le loro stesse parole, è il “più grande accordo commerciale di sempre”. L’intesa riguarda i dazi – che il Tycoon aveva promesso al 30%. La scadenza resta quella del 1° agosto, ma la tariffa si dimezza arrivando al 15%, anche per quel che riguarda il settore automotive e della componentistica.

Si abbassano i dazi automotive

Ci siamo stabilizzati su un’unica aliquota tariffaria del 15% per la stragrande maggioranza delle esportazioni dell’Ue” spiega Ursula von der Leyer. “Questa aliquota si applica alla maggior parte dei settori, tra cui automobili, semiconduttori e prodotti farmaceutici. Questo 15% rappresenta un limite massimo, quindi niente cumuli, tutto compreso. Ciò garantisce la necessaria chiarezza per i nostri cittadini e le nostre imprese, e questo è assolutamente cruciale” conclude la presidente della Commissione Ue.

Il 15% non è poco, ma è comunque meno dell’attuale 25 + 2,5%. E i costruttori europei tirano un sospiro di sollievo – in particolare quelli di Italia e Germania. La mattina seguente all’accordo Usa – Ue Stellantis guadagna alla Borsa di Milano il +0,44%; mentre a Francoforte brillano Mercedes e Porsche.

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Pesano quelli della supply chain

Il lieve sollievo concesso ai produttori automotive è appesantito dalle onerose tariffe che restano imposte a produzioni laterali ma non per questo meno importanti per il settore. Esclusi dagli accordi tra Trump e von der Leyen sono infatti rimasti i comparti di acciaio e alluminio, le cui tariffe stano fisse al 50%. Ciò, spiega Equita, imporrà “modifiche alla supply chain per molti car-maker e aumenti dei costi di produzione”.

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