La maggiorparte delle compagnie assicurative, in caso di sinistro, applica costi maggiorati agli automobilisti che scelgono di affidarsi al meccanico di fiducia invece che a una delle carrozzerie convenzionate con la compagnia. La Suprema Corte ha rimesso in discussione la legittimità di tale pratica, in una sentenza che il presidente di CNA Carrozzieri Lombardia definisce “un passo fondamentale per ripristinare la legalità e la correttezza nel mercato dell’autoriparazione”.
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Le assicurazioni puniscono le officine indipendenti
Alcuni utenti hanno intentato causa contro una compagnia assicurativa che applicava una franchigia del 20% a tutti gli assicurati che, in caso di sinistro, sceglievano di rivolgersi a una carrozzeria indipendente. La vicenza giudiziaria è stata lunga e complessa, con sentenze contrastanti. Infine, la Cassazione ha annullato la decisione favorevole all’assicurazione, imponendo un nuovo esame che valuti l’effettiva comprensione del diritto di scelta e l’accesso al mercato.
La libertà di rivolgersi al carrozziere di fiducia
L’ordinanza della Cassazione n.10797 del 23 aprile 2026 riaccende il dibattito sulle clausole assicurative che impongono costi maggiorati a chi, in caso di sinistro, decide di non rivolgersi a una carrozzeria convenzionata con la propria compagnia. I giudici considerano potenzialmente illegittime tali clausole, di natura vessatoria e quindi nulle, qualora limitino concretamente la libertà di scelta del consumatore creando un “significativo squilibrio” a suo danno.

Una battaglia da anni portata avanti dall’associazione CNA Carrozzieri Lombardia. Tali franchigie, commenta Andrea Lopane, “non sono un servizio per l’assicurato, ma uno strumento di coercizione economica. Il cittadino viene spinto forzatamente verso le reti fiduciarie delle compagnie, svuotando di significato il diritto alla libera scelta sancito dal Codice delle Assicurazioni”.
Non sarebbe giusto, insomma, pagare diversamente lo stesso danno in base all’operatore scelto. Si tratta di un meccanismo che altera il mercato svantaggiando, in particolare, il piccolo artigianato indipendente. “Una clausola che ti punisce economicamente se vai dal tuo carrozziere di fiducia è una clausola vessatoria, e i giudici stanno finalmente iniziando a riconoscerlo in modo netto. – prosegue il presidente CNA. – Continueremo a difendere le nostre imprese da queste logiche di canalizzazione forzata che alterano la concorrenza e calpestano il lavoro degli artigiani indipendenti, che fondano la loro attività sulla qualità della riparazione e sulla fiducia del cliente, non su accordi al ribasso imposti dalle compagnie”.













