Decidere in fretta per gestire al meglio l’usato

Giacomo Jannotta, fiscalista

La rapidità nell’assunzione delle decisioni è il principio cardine della gestione dell’usato in concessionaria. Parola di Giacomo Jannotta, fiscalista e consulente automotive: “Gestire l’usato significa abituarsi a decidere perché ogni giorno che passa le auto di seconda mano subiscono tre costi, alcuni apparenti e altri latenti”. Il primo costo è quello della manutenzione del veicolo, perché ovviamente il trascorrere del tempo comporta una serie di interventi di questo tipo. Il secondo è un costo legato alla svalutazione del bene e il terzo consiste nel costo finanziario che si genera per ogni giorno di giacenza di un veicolo usato, andando ad accumularsi progressivamente in maniera subdola.

“In periodi di mercato facile – sottolinea ancora Jannotta – il mercato dell’usato è di attesa, ma durante periodi di crisi o difficoltà economica è richiesto un cambiamento di mentalità dei dealer perché più in fretta prende la decisione in relazione all’usato, meno costi subisce”. Tanto più in questa precisa congiuntura, in cui la gestione dell’usato della concessionaria viene visto sempre più come un mezzo per sopperire alla domanda spontanea di auto nuove.

In questo contesto, esorta Jannotta, “è fondamentale il controllo di gestione: una serie di attitudini mentali che devono mirare non tanto a ridurre i costi, quanto ad aumentare la produttività di un reparto attraverso la rapidità delle decisioni”. Per raggiungere questo obiettivo è necessario recepire una serie di procedure nella gestione dell’usato. Qualche esempio? “Quando viene stilato lo stato d’uso del veicolo, viene fatta una stima dei costi di ripristino. Per incidere sulla produttività dell’usato, il concessionario deve prevedere nella sua struttura un’attività dedicata a stabilire se i costi di ripristino stimati all’inizio sono stati rispettati o no, per prendere le decisioni con piena consapevolezza”, evitare che le dispersioni rimangano sommerse e i costi sfuggano al controllo.

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