Se il futuro è digitale, perché il 30% delle officine non ha un sito web?

MotorK, in occasione della biennale internazionale Autopromotec, ha presentato i risultati della sua survey sull’uso di Internet nell’aftersales, durante l’incontro “Conoscere meglio il mercato per poterci esprimere da leader”. Lo studio è stato presentato da Marco Marlia, Fondatore e CEO di MotorK e realizzato con la collaborazione di AsConAuto e della Consulta Service Manager.

L’indagine ha preso in considerazione un campione di 1.000 operatori del settore automobilistico (autofficine indipendenti, carrozzerie, gommisti, consessionarie ufficiali e società affiliate a un franchising) e i risultati possono lasciar intendere quanto il mondo dell’aftermarket del settore automotive sia ancora molto distante dal potersi definire digitale.

Autopromotec 2019: la survey sull'aftermarket

AFTERSALES E DIGITALE: TUTTO AVVIENE ANCORA OFFLINE?

Il 30% del panel intervistato non ha un sito web. Questo, forse, è il dato più allarmante, che dovrebbe far preoccupare quelle piccole e medie imprese che non ritengono la digitalizzazione sufficientemente importante (circa il 10%). Incoraggia, però, sapere che il restante 70% affermi di avere un sito web, nonostante spesso non ne conosca le reali potenzialità.

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“Ci sono ancora ampi spazi di miglioramento nell’uso di internet da parte di tutte le reti, sia OES che IES, e siamo convinti che il lavoro di survey guidato da Motork e con la collaborazione di AsConAuto serva proprio a prendere consapevolezza degli spazi da colmare.”

Umberto Seletto, Presidente di Anticrisi Day Onlus.

Marco Marlia, nell’esporre i risultati della survey, afferma come questi dati siano in crescita ogni anno, ma la digitalizzazione comunque non ha ancora raggiunto livelli sufficienti, rispetto a molti altri settori. “Nei prossimi anni – prosegue il Fondatore e CEO di MotorKle sfide del mercato si giocheranno sul vantaggio competitivo accumulato grazie alla prontezza di alcuni nel comprendere tutte le potenzialità del digitale”.

futuro autofficine verso la digitalizzazione, la survey di MotorK

A tal proposito, risulta che il 43% utilizzi il proprio sito web come strumento di marketing, ad esempio creando una pagina dedicata alle promozioni, ma solo il 5% dei service ha inserito tra le funzioni la possibilità di effettuare pagamenti online.

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Sebbene solo un’officina su due abbia sul proprio sito un form dedicato alla richiesta di informazioni, il 77% ha convogliato il traffico telefonico sulla messaggistica istantanea di Whatsapp. Si evince quindi che i social network siano uno strumento ben più utilizzato, infatti circa la metà del panel afferma di usare Facebook come strumento di comunicazione.

PICCOLE E GRANDI IMPRESE, LE DIFFERENZE NELLA DIGITALIZZAZIONE

La totalità delle aziende con più di 20 dipendenti afferma di utilizzare un sito web e il 13% investe online oltre la metà del proprio budget mensile dedicato alle strategie di marketing.

Il divario nasce se si analizzano le imprese unipersonali, che nel 46% dei casi non hanno un sito. Restando in tema di investimenti, invece, il 68% dei service dedica meno del 10% delle risorse mensili per il marketing online, rispetto al budget totale.

Oltre il 58% del panel, però, afferma che il digital serva principalmente a far conoscere la propria attività a un numero maggiore di persone, motivo per cui il 29% investe sulla comunicazione Facebook, mentre il 24% su Google.

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“Tutta l’attività interna di AsConAuto, verso i nostri affiliati e i nostri soci, si basa sulla comunicazione digitale – afferma Fabrizio Guidi, Presidente di AsConAutoAbbiamo cercato di agevolare, proprio grazie all’uso delle nuove tecnologie, la comunicazione tra concessionari e autoriparatori per l’acquisto e la vendita dei ricambi originali attraverso Integra, l’unica piattaforma (realizzata su licenza STAR della NADA) che mette in comunicazione la piattaforma gestionale della officina e quella delle concessionarie”.

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