Continua la rubrica di Dealer Link. Il nome parla chiaro: i protagonisti qui sono i dealer, così abbiamo scelto, di lasciare che siano loro i protagonisti. Di volta in volta, un concessionario italiano ci racconterà la sua storia, le prospettive del proprio business e i piani per il futuro rispondendo a 3 domande.
Oggi ospite è Gianluca Italia, amministratore delegato di Mocauto Group.
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Tra le prime concessionarie italiane ad adottare logiche industriali: come si è evoluto il vostro modello nel tempo?
Fin dall’ingresso nel retail a Milano, l’obiettivo è stato creare un centro di mobilità a 360 gradi, superando il concetto tradizionale di concessionaria. Il Mocauto Center, con i suoi 34.000 metri quadrati, ci ha permesso di sviluppare un ecosistema completo: dalla vendita di 24 brand tra nuovo e usato, a un’officina tra le più grandi della Lombardia, fino ai servizi di noleggio. Offriamo soluzioni integrate per ogni esigenza di mobilità, con un forte focus sulla fidelizzazione: vogliamo accompagnare il cliente nel tempo, incentivandolo a rinnovare periodicamente il proprio veicolo e costruendo un rapporto duraturo basato sulla fiducia.
L’usato, anche online, è diventato centrale: perché questa scelta e quali risultati sta portando?
L’usato è oggi una business unit strategica. Abbiamo investito in un modello “digital + fisico”, lanciando due portali dedicati: uno per l’usato multimarca certificato e uno per il km 0. Il digitale non sostituisce la concessionaria, ma la potenzia: genera contatti qualificati e funziona come uno showroom aggiuntivo. Il cliente si informa e seleziona online, ma finalizza in sede, dove può toccare con mano il prodotto. Questo approccio ibrido sta dando ottimi risultati, tanto che stiamo replicando il modello in altre città e ampliando la nostra presenza con nuovi punti vendita.
Sul fronte della sostenibilità e della gestione interna, quali sono le vostre priorità?
La sostenibilità è una priorità, a partire dal bilancio dedicato a livello di gruppo. Per Mocauto, un traguardo importante è stata la certificazione per la parità di genere. Ma oltre agli aspetti formali, conta la quotidianità: vogliamo un ambiente di lavoro inclusivo e meritocratico, dove le performance siano misurate con criteri chiari e condivisi. Puntiamo molto sulla crescita interna: nella maggior parte dei casi, i ruoli di responsabilità vengono affidati a persone già presenti in azienda. Questo rafforza la motivazione e crea una cultura aziendale in cui impegno e risultati vengono concretamente riconosciuti.













