Censis: le auto di domani saranno connesse, condivise ed ecologiche

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L’automobile sarà sempre più pulita, sicura, connessa e condivisa. E, nella mobilità del futuro, continuerà a rivestire un ruolo centrale. È quanto emerge in sintesi da una ricerca realizzata dal Censis dal titolo “Verso una mobilità 2.0: la gestione del cambiamento”, presentata qualche giorno fa a Roma durante la conferenza stampa di Unrae.

CENTRALITA’ DELL’AUTO

Per gli spostamenti degli italiani, il mezzo privato è e rimarrà imprescindibile. Le ragioni, secondo il Censis, vanno individuate sia nella struttura insediativa di tipo diffuso del Paese (con 11 milioni di persone che vivono in aree montane) che nella crescita delle aree metropolitane. Senza contare, ovviamente, la debolezza storica del trasporto pubblico locale, che non riesce a essere competitivo e soddisfacente e, per il 45% degli italiani, negli ultimi 5 anni è addirittura peggiorato.

TECNOLOGIA

Oggi, il settore auto è impegnato in un costante miglioramento delle vetture nel nome di una migliore libertà di movimento e della qualità della vita, nonché della sicurezza e sostenibilità ambientale. Non a caso, dal 2008 al 2015 le emissioni medie di CO2 delle nuove vetture immesse sul mercato sono passate da 144,3 a 114,8 g/km. Sul fronte delle auto a zero emissioni sono stati fatti grandi passi in avanti, con quasi 28mila vetture elettriche e ibride immatricolate nel 2015. E se le auto a guida autonoma sono oggi in fase di sperimentazione, sono già disponibili soluzioni avanzate di guida assistita.

AUTO CONDIVISA

Un altro trend che emerge dalla ricerca, corroborato da numeri altri dati di mercato, è il grande interesse per i diversi sistemi di condivisione dell’auto. Da una parte cresce la quota di immatricolato attribuibile alle società di noleggio a lungo e a breve termine (circa il 20% del totale), dall’altra aumentano gli utenti del car sharing, specie tra i giovani e i nuovi ceti urbani (61%).

LIMITI AL CAMBIAMENTO

La mobilità del futuro, però, si scontra con alcuni limiti oggettivi all’impatto di questi processi di cambiamento. Il primo fattore è l’anzianità del parco circolante. L’età media attualmente supera i 10 anni, ma solo nel 2006 era di 7,5. Un secondo elemento è il ritardo dell’adeguamento delle infrastrutture, in particolare la rete viaria e i parcheggi.

UNA CABINA DI REGIA

Le esternalità negative del traffico nelle grandi aree urbane, rileva il Censis, sono affrontate dai decisori centrali e locali con approcci tampone che si sono rivelati del tutto inefficaci. Sarebbe invece necessario prendere le decisioni in un clima di inclusione, dando vita a una “cabina di regia” che sviluppi una visione complessiva e integrata del ruolo dell’auto nella mobilità del futuro.

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