Tra i temi trattati nella prima edizione dell’evento Top Dealers Italia, tenutosi l’11 marzo 2026 presso lo showroom Tomasi Auto di Milano, c’è quello del ricambio generazionale e dell’innovazione che ne deriva. Un argomento di cui lo stesso Tomasi si pone come esempio.
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Tomasi cresce sotto la leadership di Franco
Tomasi Auto è stata fondata da Gianfranco Tomasi nel 1997, oggi a guidarla è il figlio Franco, amministratore delegato di FTH Spa. L’erede della concessionaria lombarda ha introdotto una nuova visione nel business, diversificandone le attività. Esempio concreto che è la start-up Noleggiare. Seppur il core business resta la vendita dell’usato.

La scelta di puntare sull’usato si basa sul mercato (quello delle vetture di seconda mano, a differenza del nuovo, resta in costante crescita) ma anche su una scelta sociale. In un mercato con un parco circolante tra i più vecchi d’Europa, l’usato recente Euro 6 funge da “ponte sociale” per una mobilità più sicura e meno inquinante. Nel 2025, l’azienda ha rottamato mediamente 158 auto al mese (l’80% Euro 4 o inferiori). I dati di vendita 2025 mostrano inoltre una crescita significativa delle motorizzazioni green: Ibrido +12% ed Elettrico +19% rispetto all’anno precedente.
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Approccio ibrido alla tecnologia
Un altro elemento chiave è l’approccio ibrido che unisce showroom fisici ed e-commerce. Attualmente il Gruppo vanta cinque sedi (Milano, Roma, Verona, Parma e la sede storica di Guidizzolo-Mantova), con l’obiettivo di espandersi ulteriormente. Parallelamente, l’azienda ha lanciato il proprio e-commerce, sviluppato internamente, che permette di concludere l’acquisto interamente online.
Anche l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale è piegato alle necessità specifiche dell’azienda. Tomasi Auto sta collaborando con partner tecnologici per implementare l’IA negli strumenti di interfaccia. Questo permetterà di offrire un’esperienza “friendly” e ultra-personalizzata, garantendo risposte immediate e predittive alle richieste dei clienti, pur mantenendo sempre il controllo e la supervisione umana. Il progetto prevede un piano di formazione a cascata: partito dai top manager, il percorso coinvolgerà a breve i middle manager e l’intero personale, trasformando l’IA in un asset quotidiano per migliorare la qualità del lavoro e la precisione del servizio.













