Stop all’esportazioni di veicoli da rottamare: le nuove regole Ue

L’Unione Europea stringe le maglie sul mercato delle auto usate e sull’esportazione dei veicoli fuori dai confini comunitari. È uno dei punti più rilevanti del nuovo regolamento sull’economia circolare approvato dal Parlamento europeo con 437 voti favorevoli, 112 contrari e 20 astensioni.

L’obiettivo generale della norma è ridurre gli sprechi e aumentare il recupero di materie prime nel settore automotive, ma una parte significativa del provvedimento riguarda proprio la gestione dei veicoli a fine vita e il controllo delle esportazioni. Ogni anno, infatti, in Europa vengono rottamati oltre 6 milioni di veicoli, mentre circa 3,5 milioni vengono esportati, demoliti o smaltiti illegalmente.

Stretta sulle esportazioni di veicoli usati

Una quota importante dei veicoli che escono dall’Europa è destinata a Africa, Medio Oriente e Asia. Proprio per contrastare pratiche elusive e traffici poco trasparenti, il nuovo regolamento introduce criteri chiari per stabilire quando un veicolo deve essere considerato un rifiuto.

Si tratta di una novità destinata ad avere effetti significativi sul commercio dell’usato. Se un veicolo rientrerà nei parametri che ne certificano lo stato di fine vita, non potrà più essere venduto né esportato. Dovrà invece essere conferito a impianti autorizzati per il recupero e il trattamento dei materiali. L’obiettivo è mettere un freno al fenomeno delle cosiddette “auto zombie”, veicoli formalmente destinati alla vendita sul mercato dell’usato ma che, nella pratica, hanno raggiunto la fine del proprio ciclo di vita e dovrebbero essere avviati alla demolizione.

La misura non risponde soltanto a esigenze ambientali. Bruxelles punta infatti a trattenere all’interno dell’Europa materiali considerati strategici, come plastiche, acciaio, alluminio e metalli critici, evitando che vengano dispersi attraverso esportazioni di veicoli ormai destinati alla rottamazione. In questo modo, l’auto non viene più considerata un semplice prodotto da utilizzare e smaltire, ma una vera e propria riserva di materiali da recuperare e reimpiegare all’interno della filiera industriale europea.

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In una nuova ottica di economia circolare

Il regolamento si inserisce nella più ampia strategia europea per la transizione dell’automotive verso l’economia circolare. Oltre alle automobili, le nuove disposizioni riguardano anche motocicli, autocarri e autobus. Tra le novità previste, i veicoli di nuova produzione dovranno essere progettati per consentire lo smontaggio e il recupero del maggior numero possibile di componenti, mentre le case automobilistiche saranno chiamate a sostenere i costi della raccolta e del trattamento dei veicoli a fine vita.

Anche l’utilizzo di materiali riciclati diventerà progressivamente obbligatorio. Entro sei anni dall’entrata in vigore della norma, almeno il 15% della plastica impiegata nelle nuove auto dovrà provenire da materiale riciclato; la quota salirà al 25% dopo dieci anni, con una parte recuperata direttamente da veicoli demoliti o da componenti riutilizzati.

Dopo il via libera del Parlamento europeo, il testo attende ora l’approvazione formale del Consiglio. Una volta concluso l’iter, saranno necessari 24 mesi prima dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni.

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