Stellantis sta provando a trasformare i propri “scarti” in un vero business. Attraverso la filiera SUSTAINera recupera i componenti delle vetture a fine vita, li seleziona, controlla e rimette sul mercato come ricambi originali usati. Così un comparto tradizionalmente associato alle officine indipendenti entra anche nell’ecosistema della rete ufficiale.
Dal demolitore al canale ufficiale
In Italia parte tutto da Mirafori, a Torino, dove ha sede il Circular Economy Hub del costrruttore. Qui le vetture vengono sottoposte a un processo di smontaggio finalizzato al recupero dei componenti riutilizzabili: i pezzi vengono identificati, selezionati, puliti, controllati e classificati prima di essere messi in vendita.
Il risultato è un catalogo che può essere consultato anche attraverso i canali professionali Stellantis. I ricambi usati disponibili su B-Parts e accessibili ai riparatori collegati a Distrigo attraverso Service Box ed E-PER, oltre che attraverso i marketplace rivolti al pubblico. A questi si sono aggiunti i nuovi store SUSTAINera su eBay, che portano direttamente online una selezione dei componenti provenienti dall’hub torinese. Gli store sono stati lanciati in Italia, Francia, Germania e Spagna, con oltre 20.000 ricambi disponibili. Negli ultimi, ai multichannel della distribuzione si è aggiunto anche il marketplace Ovoko.
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Perché interessa anche la rete
Per dealer e officine il tema è soprattutto commerciale. Su un’auto con diversi anni di anzianità, il prezzo del componente può incidere in maniera determinante sulla decisione del cliente, indeciso se riparare la propria auto, rimandare semplicemente l’intervento o acquistare una nuova vettura.
I ricambi SUSTAINera, assicura Stellantis, offrono prezzi fino al 70% inferiori rispetto a quelli dei componenti nuovi, e sono accompagnati da una garanzia di un anno. Per la rete questo apre la possibilità di allargare il perimetro dei clienti che possono permettersi di riparare la propria auto. Non una questione da poco considerato il parco circolante italiano, con vetture che, di media, superano anche i 10 anni d’età.
Per il dealer e la sua officina significa mantenere una relazione con il cliente oltre il tradizionale ciclo della vettura, quando l’auto esce dalla garanzia, proprio quel momento in cui, di solito, il cliente inizia a spostarsi verso le officine indipendenti.
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Una nuova frontiera per l’aftermarket
Nel suo primo anno di attività, il Circular Economy Hub di Mirafiori ha processato e smistato 1,8 milioni di componenti, rigenerato 10.000 motori, 10.000 cambi e 1.000 batterie. È questo il principio dell’economia circolare applicato all’automotive: trasformare le vetture a fine vita, altrimenti destinate a diventare rottami, in una preziosa fonte di componenti ancora utili e utilizzabili.
Già da tempo il concetto di economia circolare è entrato nel mondo automotive. A rendere interessante il caso Stellantis è la volontà di industrializzare l’intero processo e portare il business dei ricambi usati all’interno dei canali ufficiali. La sfida, per la rete, sarà capire come utilizzare questa nuova categoria senza sovrapporla al ricambio nuovo, come sfruttare questo strumento in più per restare competitivi su un parco circolante sempre più anziano e sensibile al costo della riparazione.













