Più di un’incognita sui dati del mercato post vendita 2017

Per riuscire a formulare previsioni circostanziate sull’andamento del mercato post vendita 2017, alcuni considerazioni si impongono come d’obbligo. A guidarci nell’analisi è GiPA, il centro studi sull’Aftermarket nato in Francia nel 1986 ed esportato in Italia nel 1993.

In apertura di presentazione, Marc Aguettaz, managing director di GiPA per il nostro Paese (vedi foto), ha tratteggiato i principali fenomeni da tenere in considerazione quando ci si appresta ad analizzare l’evoluzione in corso per il settore automotive: maggiore durabilità dei veicoli; rinnovamento di modelli e marchi; lancio di varianti; concentrazione, all’interno di uno stesso spazio, di servizi differenti (definito con un’espressione inglese “one stop shop”).

Marc Aguettaz sul mercato post vendita 2017

Più nel dettaglio, andando a guardare i dati relativi all’ultimo decennio e più su, sino alle proiezioni per il 2020, si rileva un aumento delle vetture di più elevata anzianità, mentre in corrispondenza della fascia “5-9 anni” si ritrova un “buco” potenzialmente pericoloso per l’industria dei ricambi, giacché si tratta dei mezzi per i quali si spende maggiormente sul versante manutentivo.

I MOTIVI DIETRO ALLA RISCOSSA DEGLI IAM

Quanto proprio agli interventi di natura ordinaria e straordinaria, si è registrata un’inversione. Sviluppando il concetto, significa che i driver aspettano di avere un problema prima di rivolgersi a un centro di riparazione piuttosto che recarsi in officina per tempo ed effettuare i tagliandi/controlli segnati in agenda.

Tra il 2011 e il 2015 l’aspetto sopra descritto si è tradotto in un aumento del 9% del giro d’affari dei c.d. IAM (Indipendent Aftermarket Manufacturer) a cui è corrisposta una perdita in eguale misura per la rete dei costruttori, gli OES (Original Equipment Services). È collegata al fenomeno della continua chiusura delle concessionarie e delle loro officine interne.

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LE STRADE PER IL MERCATO POST VENDITA 2017

Nel contesto del mercato del post vendita, che vale oltre 12 miliardi di euro di fatturato, la carta per riuscire a restare aperti passa attraverso due vie: diversificazione delle attività e politica di acquisizioni.

L’esempio portato da Aguettaz è quello di Master Group Corporation, un provider thailandese che offre prodotti premium, così come di fascia più bassa, veicoli usati certificati, servizi di car sharing (attraverso Sixt) e autonoleggio (vedasi il marchio Master), nonché programmi di formazione.

Oggigiorno, ha concluso Aguettaz, la divisione tra OES e IAM si è fatta meno netta e sfumata e le piccole officine artigianali stentano a sopravvivere, specialmente se ubicate in contesti territoriali ad alto livello competitivo, mentre le uniche che possono guardare con più serenità agli anni a venire sono quelle di dimensioni più grandi, che prosperano grazie ai volumi che sono in grado di generare.

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