No, i concessionari non sono a rischio evasione

I concessionari auto sono tra gli imprenditori con la più alta probabilità di evasione? È ciò che sembrano affermare i dati più recenti del Ministero dell’Economia sulle dichiarazioni fiscali 2025 relative ai redditi del 2024. Gli imprenditori impegnati nella vendita di veicoli ottengono un voto tra i più bassi negli indici sintetici di affidabilità (Isa), ma secondo Federauto si tratta di una narrativa fallace.

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Cosa sono gli indici Isa

Gli indici Isa sono utilizzati dal Ministero per misurare il grado di affidabilità fiscale di lavoratori autonomi, professionisti e piccole aziende. Il voto viene assegnato in base alla verosimiglianza tra i redditi dichiarati e quelli considerati congrui sulla base di parametri diversi per ogni attività. Su una scala da 1 a 10, la sufficienza parte dall’8, e tutti i valori inferiori sono considerati indice di un alto rischio di evasione fiscale.

Non si tratta di puri “voti”, ma di un vero strumento per accedere a ingenti benefici. Chi riceve un voto da 8 a 10 accede al regime premiale, ottenendo l’esclusione da alcuni tipi di accertamenti analitico-induttivi, la riduzione di un anno dei termini di decadenza per i controlli e l’esonero dal visto di conformità per compensare i crediti d’imposta.

Gli imprenditori con un voto tra il 6 e il 7 non accedono al regime premiale, ma non rischiano neppure penalità immediate. Al contrario, chi ottiene un voto dal 5 in giù finisce nelle liste selettive dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza per potenziali controlli e accertamenti mirati.

I concessionari tra gli imprenditori inaffidabili

Gli indici Isa 2025 indicano le concessionarie auto/moto tra i contribuenti più inaffidabili. Al primo posto vi sono i ristoratori, categoria che solo per il 29,2% raggiunge un punteggio superiore all’8. In seconda posizione, con una percentuale del 31,2%, troviamo proprio i concessionari. Seguono tassisti e Ncc (31,5%), ambulanti (31,6%), panettieri (32,1%) e agricoltori (34,1%).

Per quel che riguarda la categoria delle concessionarie auto, riporta il Sole 24 Ore, la percentuale di dichiarazioni ritenute affidabili secondo i parametri dell’amministrazione finanziaria ha subito in un anno cadute fra il 9,5% e il 15,9%. Dal versante opposto, i contribuenti più affidabili si dimostrano i medici, seguiti da commercialisti e consulenti del lavoro (63,4%), ingegneri (60,5%), dentisti (57,7%) e geometri (57,3%).

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Federauto smentisce: bisogna distinguere tra concessionari e rivenditori

Si tratta, in realtà, di un fraintendimento. Lo spiega dettagliatamente Federauto in una nota ufficiale:

Quando la notizia cita i ‘concessionari auto’ tra le categorie a rischio evasione, si riferisce in realtà a rivenditori e intermediari di piccole dimensioni – soggetti ben distinti, per struttura, volumi e organizzazione, dalla rete ufficiale dei concessionari. Equiparare queste realtà alla concessionaria strutturata, che opera con contratti di concessione con le case madri, contabilità analitica, revisori, personale dipendente e standard di compliance imposti dal costruttore, è una informazione errata che merita di essere corretta”.

I possibili evasori sono dunque figure diverse dai concessionari che, sottolinea l’associazione, “sono nei fatti un presidio di legalità e trasparenza nel mercato automotive: pagano IVA su ogni transazione, tracciano ogni passaggio di proprietà e versano contributi per centinaia di migliaia di dipendenti”. Per questo motivo, “anziché essere accostati – anche solo per titolo – a fenomeni di evasione, andrebbero invece riconosciuti come interlocutori affidabili del fisco e sostenuti nelle sfide che il settore sta affrontando”.

Perché i dealer sono esclusi dagli indici Isa

Gli Isa, precisa ancora Federauto, “si applicano esclusivamente ai contribuenti con ricavi o compensi non superiori a 5.164.569 euro” e tra questi, numeri alla mano, “non rientrano – ne possono rientrare – i concessionari di autoveicoli. Questi, infatti, operano largamente al di sopra di tale soglia: trattandosi di un settore ad alto valore unitario di merce, anche un’attività di dimensioni medie supera abbondantemente tale limite già con poche decine di vetture vendute nell’anno. Pertanto, i soggetti che superano la soglia sono automaticamente esclusi dall’applicazione degli ISA e non rientrano in alcuna pagella fiscale”.

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