Noi dealer, chiusi per Coronavirus: serve sostegno per ripartire

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La voce dei concessionari è forte. Risuona come un eco in questi giorni intrisi di preoccupazione, di paura e del silenzio degli showroom vuoti. “Se prima il nostro mercato ‘aveva l’influenza’, adesso è arrivato il Coronavirus sintetizza Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, riferendosi ai numeri degli ultimi mesi, che facevano già riflettere. Prima che esplodesse l’emergenza.

Abbiamo raccolto la sua voce e quella di quattro importanti dealer per approfondire quale è il loro punto di vista in questi giorni di chiusura forzata e, soprattutto, cosa serve al settore per ripartire.

Approfondisci: come i concessionari fronteggiano l’emergenza Coronavirus

LE VOCI DEI DEALER

FEDERAUTO: SOSTEGNO DEL GOVERNO, UNA NECESSITÁ

Marzo non lo contiamo nemmeno: ci aspettiamo almeno un calo dell’80% rispetto allo stesso periodo del 2019. Aprile sarà un mese ‘gemello’, perché, guardando la curva dei contagi, è naturale dedurre che sarà lunga. Andrà tutto bene se ripartiremo per fine maggio o inizio giugno” spiega De Stefani Cosentino.

Come sarà la ripresa? “Prevediamo che, dopo la riapertura, le officine avranno un po’ di lavoro, ma prima che le vendite tornino a regime dovrà passare del tempo, parliamo non prima di febbraio – marzo 2021. Dopo questo periodo di emergenza, infatti, viene difficile immaginarsi che il primo pensiero degli italiani sia quello di cambiare l’auto. Secondo le stime di Federauto, a fine anno il calo, alle attuali condizioni, potrebbe arrivare addirittura al 60%.

Le richieste della Federazione

Per questo, la Federazione ha scritto e inviato una lettera al Governo (leggi tutte le richieste). Obiettivo: domandare sostegno per un settore, quello della distribuzione, che occupa (compreso l’indotto) 130mila persone. In particolare, tra le richieste, alcune modifiche del Decreto Cura Italia che, di fatto, attualmente esclude i concessionari da parecchie agevolazioni, dato che le imprese appartenenti alla categoria esprimono fatturati superiori ai 2 milioni di euro. “Abbiamo grandi fatturati, ma allo stesso tempo, costi fissi elevati e pochi margini: senza l’aiuto del Governo, faremo fatica” conclude il presidente di Federauto. Misure come lo slittamento dei contributi, le moratorie delle Banche e la dilazione delle imposte sono necessarie per dare respiro al settore.

Governo sostegno concessionari

SPINGERE I CONSUMI ATTRAVERSO L’IVA

I dealer che abbiamo intervistato sono concordi nello scattare una fotografia dell’attualità tanto nitida, quanto complicata. Stefano Odorici, titolare di Denicar – concessionaria multimarca (rappresenta i brand Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Jeep, Abarth e Opel) con sedi dislocate a Milano, Trezzano sul Naviglio e Bergamo, nelle zone in cui l’epidemia di Coronavirus si sta facendo sentire in maniera ancora più forte e drammatica – la riassume con parole chiare: “Dipenderà da quanto tempo durerà l’emergenza, certo è che la situazione, specie ipotizzando una chiusura fino a fine aprile, è complicata. E anche quando riapriremo non sarà certamente come prima”.

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In un contesto come questo, “è indispensabile un intervento delle istituzioni per spingere i consumi”. L’idea di Odorici è forte e chiara e va aldilà delle classiche manovre di cui si è parlato in questi giorni, come campagne di rottamazione o voucher. “Se si rendesse deducibile l’Iva alle aziende e al privato, le prime sarebbero incentivate a migliorare il loro parco auto, mentre al privato si potrebbe offrire un voucher del valore dell’Iva da spendere in prodotti e servizi ‘Made in Italy’, pensiamo ad esempio alla ristorazione e turismo, tra i settori più danneggiati da questa crisi. Si creerebbe nuovamente movimento di denaro. In questo momento, infatti, dobbiamo far ripartire la nostra economia”.

IL RUOLO DI CASE E DIGITAL

Anche il ruolo delle Case mandanti sarà fondamentale, per sostenere un settore che si prepara a due mesi di fatturato in calo vertiginoso. “Occorre fare sistema, attraverso misure che diano respiro alle aziende concessionarie” spiega Odorici. Come quelle proposte ieri da Federauto. “Occorre evitare un’accelerazione della ‘selezione della specie’. E dall’altro canto noi concessionari dovremo ripartire con la consapevolezza di affrontare un mercato che sarà diverso” specifica il titolare di Denicar.

Computer concessionari vendite on line

Un’arma a disposizione del canale della distribuzione auto è certamente il digital. “Certamente ci sarà una maggiore propensione all’utilizzo dei canali on-line: è probabile che, sempre più, la maggior parte della negoziazione avverrà a distanza, anche se in questo modo potrebbero venire a mancare alcune parti essenziali del processo di vendita, come il test drive” spiega Odorici. Di sicuro, conclude il manager, “la presenza di un collegamento video migliora la comunicazione digitale e la relazione  tra venditore e cliente. Oggi ci sono tanti sistemi che consentono di instaurare una relazione visiva”.

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L’IMPORTANZA DEGLI INCENTIVI

Anche secondo Marco Morra, responsabile flotte e grandi acquirenti del Gruppo Sagam (concessionaria Audi e Volkswagen a Milano), “l’emergenza sta modificando lo stile di vita delle persone e le modalità di lavoro dei collaboratori nelle imprese. Noi pensiamo che, finita l’onda del Covid, la risacca scoprirà risorse strutture ed esigenze nuove: una di queste è lo Smart Working.

Sagam, per questo, sta “notevolmente accelerando il processo di digitalizzazione includendovi la possibilità di lavorare a distanza, consentendo così la continuità del nostro business per quanto possibile”.

Le richieste di Federauto al Governo, anche secondo Morra, sintetizzano bene le necessità del settore. “Mi auguro anche che siano finalmente approvati provvedimenti a sostegno del mercato come gli incentivi alla rottamazione, utili più che mai al ricambio del parco circolante di privati ed aziende; provvedimenti, peraltro, già necessari prima della crisi”.

“Più si protrae lo stop produttivo e commerciale di Costruttori, clienti e partner della fliera, tanto maggiore sarà la flessione degli indicatori di mercato. Ricordiamo che già i dati di gennaio e febbraio, precedenti all’emergenza, mostravano una contrazione” conclude Morra.

Voci Dealer Coronavirus

CI VUOLE UN PIANO MARSHALL

“Speriamo che dopo Pasqua si possa vedere la fine del tunnel: di certo, il 2020 ormai è compromesso” osserva Maurizio Brandini, presidente della Brandini Spa, concessionaria che rappresenta 15 brand e ha sede nel cuore della Toscana. Gli scenari parlano di aziende con fatturati in calo dal 25% al 50%.

“Oggi bisogna capire, prima di tutto, quanto durerà l’emergenza e cosa fare per ricostruire” spiega Brandini. Il punto di partenza sono le richieste avanzate dalla Federazione rappresentativa dei concessionari, e gli aiuti di Case e Governo sono indispensabili. “Servirebbe un vero e proprio Piano Marshall – conclude Brandini – ma non è facile perché servono risorse”.

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“Se non ci saranno supporti delle Case e del Governo, la categoria rischia di essere falcidiata” concorda Oreste Ruggeri, presidente dell’omonimo Gruppo, che ha sede a Rimini e rappresenta Peugeot, Citroen e Kia. Dai Costruttori, in particolare, “ci aspettiamo un supporto sul piano finanziario e, in particolare, sugli stock”, necessario perché “quando si riaprirà, prevediamo che le vendite saranno ridotte del 50-60%”.

Le concessionarie del Gruppo Ruggeri hanno chiuso già da dieci giorni per fronteggiare l’emergenza. “Adesso dobbiamo vivere alla giornata, sapendo che i prossimi mesi non saranno positivi e che ci dovremo adeguare” continua Ruggeri. Cassa integrazione e riduzione dei costi sono gli antidoti, che erano già stati adottati durante la crisi del 2008. “Oltre al rallentamento delle vendite, ci sarà anche l’aspetto psicologico determinato dal momento brutto, che farà rinviare le decisioni d’acquisto ai clienti”. Per tutti questi motivi, un sostegno al settore servirà davvero come il pane.

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