Unrae e Federauto: gli incentivi per l’auto vanno rivisti e prolungati

incentivi auto: il punto della situazione

Distanziamento, Disciplina e Digitale. Tre D che, come assodato, saranno fondamentali per la ripartenza del Paese nel post-Covid. Ma c’è anche una quarta D indispensabile: Dialogo. Dialogo tra le associazioni dell’automotive e dialogo tra l’automotive e il Governo. Un dialogo che c’è stato e che deve continuare, per far sì che gli incentivi per l’auto in vigore vengano ridistribuiti meglio rispetto a quanto fatto finora e che vengano prolungati anche per il prossimo anno.

Il concetto è emerso chiaramente dal workshop “Impatto del Covid-19 sull’automotive – Cosa è stato fatto, cosa ancora da fare”, che ha ospitato gli interventi di Michele Crisci, presidente di Unrae, e Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto.

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IL DIALOGO TRA LE ASSOCIAZIONI DURANTE IL LOCKDOWN

Durante il lockdown è emersa la voglia di reagire di tutta la filiera dell’automotive. E soprattutto di comunicare in un modo che non si era mai visto finora.

“Il Covid ha colto impreparati tutti quanti e ha portato a una chiusura delle aziende concessionarie, fatto che non era mai accaduto in passato. Le associazioni dell’automotive, in questo contesto, si sono mosse tempestivamente e lo hanno fatto in sinergia” ha spiegato Adolfo De Stefani Cosentino.

Adolfo De Stefani Cosentino Federauto

Il dialogo tra le associazioni è stato davvero fondamentale. “Le videoconferenze – ha aggiunto il presidente di Federauto – ci hanno consentito di poterci riunire e di far comprendere al mondo politico l’importanza della ripartenza dell’automotive”. Che, come sappiamo, vale una buona fetta del Pil nazionale

D’accordo anche Crisci. “Il lavoro di squadra è stato eccezionale: per la prima volta ci siamo confrontati sulle nostre agende, e abbiamo scoperto che gli obiettivi dei produttori e quelle dei distributori sono gli stessi: soddisfare il cliente, ottenendo al tempo stesso margini di business. Il Covid, in questo senso, ci ha fortificato e unito. Considerando che il mondo dell’auto, già prima della pandemia, stava vivendo un periodo di enormi investimenti per il digitale e per la transizione energetica, la nostra industry si è mossa davvero in maniera importante per il ripartire”.

L’IMPORTANZA DEGLI INCENTIVI

La prima sfida è stata quella di promuovere gli incentivi anche per le auto termiche, decisamente più popolari rispetto alle elettriche e alle ibride. “Abbiamo fatto fatica a trasmettere il concetto di ‘sottoconsumo’ al Governo – ha sottolineato Crisci – Mi spiego meglio: quello che noi abbiamo sempre chiesto è uno stimolo alla domanda, mentre il Governo, all’inizio, parlava solo di assistenza al settore”. Poi, per fortuna, le istanze sono state ascoltate e, almeno in parte, accolte.

Michele Crisci Unrae

“Quando siamo ripartiti dopo il lockdown, avevamo tanti timori, ma l’arrivo degli incentivi è stato fondamentale. Come dico sempre, gli incentivi devono essere rivolti ‘al mercato’ e aver introdotto le agevolazioni sulle Euro 6 ha rappresentato una svolta positiva essenziale in questo senso” ha commentato De Stefani Cosentino.

Adesso, però, con i nuovi fondi per le Euro 6 già esauriti in meno di due settimane, c’è qualche cosa da correggere. “Ad agosto, in soli 5 giorni, grazie alle agevolazioni sulle Euro 6 abbiamo immatricolato 14mila auto in più ai privati rispetto allo stesso periodo del 2019. Questo è solo un esempio per spiegare l’obiettivo generale: noi dobbiamo aiutare chi ha un’auto inquinante ad acquistarne una meno inquinante”.

In altre parole, come sottolineato da Crisci, occorre mettere mano al parco circolante, “anche rivolgendo gli incentivi al mercato dell’usato, che per ora non è stato considerato.

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SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE ED ECONOMICA

Prima di tutto, però, occorre, per dirla con le parole del presidente di Unrae, “fare in modo che le fasce degli incentivi si parlino”. La sostenibilità non deve essere soltanto ambientale, ma anche economica.

“Andare a stimolare il 2% del mercato non significa stimolare il mercato – ha chiarito Crisci – I fondi clusterizzati non permettono al settore di ripartire: è quindi fondamentale che in fase di conversione del Decreto Agosto in legge i fondi vengano ridistribuiti, rimpinguando quelli sulle Euro 6 che sono esauriti”. Ma ovviamente non basta. “Successivamente servirà una prosecuzione degli incentivi per il 2021”.

IL NODO FISCALE

La speranza che tutto questo possa accadere c’è. “Siamo confidenti – ha rivelato De Stefani Cosentino – La ridistribuzione dei fondi ci darebbe un grande aiuto per i mesi di ottobre e novembre. Poi occorrerà intervenire sulla Legge di Bilancio, con, in particolare, una proposta sulla revisione della fiscalità dell’auto. Non possiamo più pensare che le aziende italiane, solo a causa della situazione della detraibilità e della deducibilità, siano meno competitive rispetto a quelle straniere”

Il mondo politico si è mostrato disponibile, “anche per merito – ha rilevato Crisci – della serietà mostrata in questi mesi dal settore”. Siamo di fronte a un Governo che finalmente ascolta e risponde. “Bisogna proseguire sulla strada intrapresa finora. Sarebbe assurdo se questo non avvenisse” ha concluso il presidente di Unrae.

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