Le colonnine nel PNRR

Non ha molto senso incentivare le auto elettriche se non ci sono le colonnine” ha dichiarato il ministro delle infrastrutture e mobilità sostenibili Enrico Giovannini. Spinto da tale, incontrovertibile, convinzione, il Governo ha previsto, all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza fondi specifici per l’implementazione della rete di infrastrutture di ricarica nazionale.

Al 31 dicembre 2021, in Italia risultano installati 26.024 punti di ricarica e 13.233 tra stazioni e colonnine in 10.503 postazioni accessibili al pubblico (fonte: Motus-E). Numeri che segnano una crescita del 35% rispetto all’anno precedente ma che, tuttavia, non tengono il passo con l’aumento di auto elettriche e plug-in immatricolate nello stesso periodo: si parla di 136.754 veicoli, per un aumento del +128% sul 2020.

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Quante colonnine servono?

Per soddisfare le richieste dell’Unione in tema di sostenibilità e stare al passo con gli obiettivi di decarbonizzazione e riduzione delle emissioni inquinanti previsti dal Fit for 55, in Italia – stima il nazionale Piano energia-clima – dovranno essere 6 milioni di veicoli alla spina in circolazione: 4 milioni full electric e 2 milioni plug-in.

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E, affinché questi 6 milioni di auto green possano godere di un’infrastruttura di rifornimento adeguata, servirebbero almeno 31.500 punti di ricarica rapida pubblica. Ad oggi, come già riportato, i punti di ricarica sono poco più di 26.000, ma se i numeri sono promettenti è sulla qualità delle colonnine attualmente presenti in Italia che è necessario porre l’accento. Il 13% delle infrastrutture non è effettivamente utilizzabile a causa del mancato collegamento alla rete da parte del distributore di energia o per altre motivazioni. Infine, se le previsioni chiedono oltre 30.000 punti di ricarica rapida, la situazione odierna vede il 94% delle colonnine a corrente alternata, con il 73,6% di queste con potenze non superiore ai 22 kW.

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I piani del PNRR

La soluzione prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è concreta e prevede un fondo da 750 milioni di euro per la realizzazione di 21.355 nuove colonnine di ricarica pubbliche così suddivise:

  •  7.500 punti di ricarica rapida in autostrada e superstrade
  •  13.755 punti di ricarica nei centri urbani
  • 100 stazioni di ricarica sperimentali con tecnologie per lo stoccaggio dell’energia

L’ambiziosa data di scadenza per il raggiungimento di tale obiettivo è segnata per la fine dell’anno 2026. Il relativo bando pubblico per l’installazione di infrastrutture di ricarica elettrica dovrebbe essere pubblicato al più tardi a giugno di quest’anno, il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani lo ha dichiarato lo scorso 10 marzo in audizione di fronte alle Commissioni. La definizione dei contratti dovrebbe essere conclusa entro lo stesso mese dell’anno prossimo.

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