Oggi in vigore il nuovo DPCM, i concessionari auto rimangono aperti

concessionari aperti nuovo DPCM

La buona notizia è che stavolta le serrande non dovranno abbassarsi. Il nuovo DPCM, spiegato nei dettagli mercoledì sera dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e in vigore da oggi (venerdì 6 novembre), lascia aperti i concessionari di auto e moto.

Quella meno buona è risaputa: il clima di incertezza causato dalla seconda ondata di Covid, unito al mancato rafforzamento degli incentivi, sta già avendo effetti sulle vendite dei dealer, come abbiamo visto nei giorni scorsi. Saranno mesi difficili, ma per il momento il lockdown ha risparmiato, almeno in termini pratici, il mondo della distribuzione auto.

COSA PREVEDE IL NUOVO DPCM PER I CONCESSIONARI

Il nuovo DPCM di novembre divide l’Italia in tre zone, a seconda della gravità della situazione sanitaria: gialla, arancione e rossa. Tutte le attività commerciali di vendita al dettaglio e, quindi, anche le concessionarie rimarranno aperte nelle zone gialle e arancioni. Ma i dealer auto e moto potranno rimanere operativi anche nelle zone rosse, perché sono inseriti nella lista delle attività commerciali di prima necessità.

Per le zone rosse, spiega il DPCM, sono “sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità”. Nella lista delle attività ritenute necessarie, all’allegato 23 del documento, compare anche il “commercio di autoveicoli, motocicli e relative parti e accessori”.

“Le attività commerciali al dettaglio – è scritto nel testo del Decreto – si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni; le suddette attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi”.

Approfondisci: come è andato il mercato dell’auto a ottobre 2020

LE REAZIONI DEI DEALER

Il provvedimento è stato accolto con soddisfazione e senso di responsabilità da mondo dei concessionari. “In un momento in cui la mobilità privata assume un ruolo fondamentale per la sicurezza delle persone, tanto importante quanto quella della destinata alla logistica ed al trasporto merci, le concessionarie continueranno a garantire, anche nei giorni prefestivi e festivi, il proprio servizio alla collettività, nel rispetto delle disposizioni relative alla autocertificazione dei movimenti” ha commentato in una nota stampa Federauto.

“Non posso che accogliere positivamente questa decisione, frutto di un’importante azione di sensibilizzazione verso il Governo e le Regioni operata da Federauto, poiché ci consente di mantenere attivi i nostri servizi sul territorio, nonché poter consegnare con regolarità le vetture acquistate nelle scorse settimane a persone che ne potrebbero aver bisogno proprio ora. È infatti un momento in cui la mobilità individuale diventa essa stessa un fattore di protezione per chi ha inderogabile necessità di spostarsi” ha aggiunto Plinio Vanini, presidente del Gruppo Autotorino.

Plinio Vanini ha rappresentato Federauto alla Camera

LE LIMITAZIONI DEGLI SPOSTAMENTI

Riassumiamo qui brevemente, invece, le limitazioni agli spostamenti stabilite dal nuovo DPCM, in vigore fino al prossimo 3 dicembre.

Misure nazionali

  • Coprifuoco dalle 22 alle 5 di mattina
  • Capienza sui trasporti pubblici ridotta al 50 per cento, eccezion fatta per il trasporto scolastico
  • Didattica a distanza obbligatoria per le scuole superiori
  • Chiudono musei e sale bingo, così come sono sospese mostre e concorsi pubblici e privati.

Zone gialle

Le Regioni italiane, come detto, vengono divise in tre zone diverse. Cominciamo dalle zone gialle, ovvero quelle a criticità moderata, ovvero:

  • Abruzzo
  • Basilicata
  • Campania
  • Emilia Romagna
  • Lazio
  • Liguria
  • Toscana
  • Molise
  • Marche
  • Umbria
  • Sardegna
  • Friuli Venezia Giulia
  • province autonome di Trento e Bolzano

In queste Regioni sono rimangono in vigore le misure nazionali.

zone rosse italia dpcm novembre 2020

Zone arancioni

Le zone arancioni sono quelle a rischio intermedio. E sono:

  • Puglia
  • Sicilia

Qui, oltre alle misure nazionali:

  • Sono vietati gli spostamenti in entrata e uscita, salvo motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
  • Sono vietati gli spostamenti in un comune diverso da quello di residenza o domicilio, salvo per ragioni comprovate legate a studio, lavoro, salute e necessità.
  • Chiudono bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie. La ristorazione può avvenire solo con consegna a domicilio e all’asporto (quest’ultima fino alle 22). Vietato, però, consumare nei pressi del locale o all’interno di esso.

Scarica qui l’autocertificazione per spostarsi nelle zone rosse e arancioni.

Zone rosse

Le zone rosse sono quelle ad alto rischio. E sono:

  • Calabria
  • Lombardia
  • Piemonte
  • Valle D’Aosta

Qui, oltre alle misure nazionali e a quelli delle zone arancioni – divieto di spostamento, con le eccezioni indicate sopra, e chiusura delle attività di ristorazione -, ci sono altre restrizioni:

  • Sono vietati gli spostamenti anche all’interno del Comune di residenza o domicilio, salvo per ragioni comprovate legate a studio, lavoro, salute e necessità.
  • La didattica a distanza partirà già dalla seconda media fino alle superiori, compresa l’università.
  • Oltre a ristoranti, bar, pasticcerie, pub e gelaterie, chiudono i centri estetici e tutti i negozi che non vendono beni essenziali.

Rimangono aperte, invece farmacie, tabacchi, supermercati, negozi alimentari, parrucchieri, barbieri, edicole e librerie. Oltre alle concessionarie.

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