Un nuovo patto tra produttori e concessionari è stato siglato in occasione del convegno L’Automotive tra sfide nazionali e condizionamento europei. La parola al mercato di aprile 2026, dove Federauto ha presentato un interessante Positision Paper che affronta i principali temi del mondo automotive, sottolineando le criticità e proponendo soluzioni pratiche ai problemi più comuni. Un documento utile, che val la pena riassumere per i nostri lettori.
Il peso delle concessionarie in Italia
In Italia, la rete dei concessionari conta circa 1.100 imprese e oltre 90.000 addetti, includendo anche i settori di assistenza e post-vendita. Si tratta di un comparto importante, che tuttavia si trova oggi sotto forte pressione, tra calo delle immatricolazioni, instabilità geopolitica e cambiamenti strutturali del mercato.
Tra nuovi modelli distributivi e mancanza di personale
Tra le principali criticità emerge l’evoluzione dei modelli distributivi. Sempre più case automobilistiche stanno introducendo il cosiddetto modello di agenzia, che riduce l’autonomia dei concessionari nelle politiche commerciali pur lasciando loro parte dei rischi operativi. Una trasformazione che, secondo Federauto, richiede attenzione e un riequilibrio dei rapporti tra dealer e costruttori. In tale contesto di cambiamento, le concessionarie si trovano ad affrontare anche la carenza di personale qualificato. Nonostante le prospettive di carriera, in particolare le officine, faticano ad attrarre nuovi talenti.
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Sos transizione energetica
La più grande rivoluzione, nonché la questione più preoccupante resta quella della transizione energetica. Così come i costruttori, anche Federauto si oppone al modello europeo, che considerando il calcolo delle emissioni con il solo criterio del tailpipe (ovvero le emissioni allo scarico), tralascia l’impatto complessivo del ciclo di vita dei veicoli, annullando di fatto la neutralità tecnologica.
Tale approccio penalizza soluzioni alternative come biocarburanti, carburanti sintetici e tecnologie ibride, che potrebbero contribuire in modo significativo alla decarbonizzazione. Il rischio è quello di puntare su una sola tecnologia mentre il mercato reale procede più lentamente del previsto. I numeri confermano le difficoltà: in Italia le auto elettriche rappresentano ancora una quota limitata del mercato, mentre persistono ostacoli legati a costi elevati, infrastrutture insufficienti e autonomia dei veicoli.
La digitalizzazione richiede attenzione
Rivoluzione ben più antica è quella della digitalizzazione, di veicoli e concessionarie. Cambiamento che, accelerato dall’avvento dell’Intelligenza Artificiale, richiede da parte dei dealer italiani investimenti ingenti nell’aggiornamento delle competenze, e qui torna a pesare il gap di personale, con migliaia di posizioni vacanti. La digitalizzazione, anche di fronte al nuovo Data Act europeo, impone inoltre investimenti e rinnovata attenzione nei confronti della cybersecurity.
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Le richieste di Federauto
Ciò che Federauto, la Federazione Italiana Concessionari Auto, auspica è una revisione profonda delle politiche europee, a partire dai regolamenti sulle emissioni. L’obiettivo è introdurre un approccio realmente tecnologicamente neutrale, che valorizzi tutte le soluzioni disponibili e tenga conto dell’intero ciclo di vita delle emissioni.
Il messaggio finale è chiaro, la transizione dell’automotive non può essere guidata solo da obiettivi ideologici, ma deve basarsi su pragmatismo, sostenibilità economica e attenzione alle dinamiche reali del mercato. Per i concessionari italiani, il futuro passa da qui: trovare un nuovo equilibrio tra innovazione, competitività e servizio al cliente, in un contesto che cambia rapidamente e richiede scelte condivise tra industria e istituzioni.













