Bonus-malus, bersaglio mancato: fondi inutilizzati e il mercato cala

Un fatto è appurato: il bonus-malus non sta affatto aiutando i concessionari. Anzi, il mercato auto è in calo e il tanto discusso provvedimento ecotassa e ecobonus non ha avuto effetti positivi sulle vendite. Anzi, all’inizio ha contribuito ad alimentare il clima di incertezza che ha portato al trend negativo, e ora che la situazione appare più equilibrata la sua presenza non sta influendo. I dati lo dimostrano.

Bonus malus emissioni auto

In poche parole, possiamo dire senza paura di essere smentiti, che il bonus-malus ha totalmente mancato il bersaglio. Se l’obiettivo che il Governo si era posto era quello di incentivare la vendita di veicoli green, disincentivando allo stesso tempo le auto più inquinanti, non ci siamo proprio. La prova arriva dal fatto che oltre il 60% dei fondi stanziati per le auto è tuttora inutilizzato. Vediamo i dati resi noti da Aniasa.

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GLI EFFETTI DEL BONUS-MALUS

BONUS

Se si prende in considerazione la fascia delle auto elettriche e, in generale, delle auto che emettono fino a 20 g/km, assistiamo a luglio a un incremento del +113% rispetto a dodici mesi fa, ma, a ben vedere, ci sono fattori esterni al bonus-malus che stanno spingendo questa categoria: in primis, l’aumento dell’offerta da parte delle Case, in secondo luogo l’appeal dell’auto elettrica e le campagne lanciate dagli stessi Costruttori, ben supportate dai dealer. Non dimentichiamo, però, che stiamo parlando ancora di numeri piccolissimi (meno dell’1% sul totale delle vendite).

Se analizziamo invece la fascia che va da 21 g/km a 70 g/km, addirittura questa categoria a luglio è calata del 2,5 rispetto a luglio 2018. Le statistiche di Dataforce, infatti, testimoniano che le ibride plug-in mostrano un trend in calo addirittura del 47% rispetto allo scorso anno.

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MALUS

L’inefficacia del bonus-malus, poi, è dimostrata soprattutto dai dati di vendita delle auto con ecotassa. Il fenomeno è evidente: gli operatori, ovvero società di noleggio e Case automobilistiche, preferiscono assorbire il sovrapprezzo del malus per favorire la clientela interessata a questi veicoli. Che difatti non è calata.

Se consideriamo la fascia di emissioni da 161 g/km a 175 g/km, infatti, a luglio assistiamo a una crescita del +103,6%, mentre per quella da 176 g/km a 200 g/km l’aumento è del +4,1%. Salendo ancora (da 201 a 250 g/km), l’andamento mostra un +71,2%, mentre la fascia oltre i 250 g/m, anche per via dei costi di listino elevati, rimane stabile.

Anche nel primo semestre, la situazione è stata la stessa, con un aumento del +120% per la fascia di poco superiore ai 160 g/km e del +12% per quella che va da 176 g/km a 200 g/km. Questa manovra, insomma, va davvero ripensata.

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