Telematica, un’alleata per il business dei concessionari

Già molto diffusa sulle auto aziendali, la telematica a bordo dei veicoli è uno dei trend principali che il mondo delle quattro ruote sta esprimendo e può rivelarsi una valida alleata anche per il business dei concessionari.

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La scatola nera, infatti, può portare diversi vantaggi nell’ambito dell’attività di post vendita dei dealer, soprattutto in termini di fidelizzazione del cliente.

IL TREND DELL’AUTO CONNESSA

Oggi si parla sempre più di auto connessa. È una stretta conseguenza della digitalizzazione che sta investendo tutti gli ambiti delle nostre vite. Basti pensare che le ultime statistiche dicono che, in media, tocchiamo lo schermo dello smartphone ben 2.600 volte al giorno. Oggi sulle auto, ci sono, sempre in media, oltre 180 Engine Control Unit, ovvero sensori in grado di collegarsi alle centraline e di trasmettere, se il veicolo è connesso con l’esterno, dati utili per il concessionario e per i suoi clienti.

L’ultima edizione dell’Osservatorio Compass testimonia, non a caso, che la capacità da parte del veicolo di collegarsi con altri device tecnologici (come, ad esempio, smartphone e tablet) è una delle innovazioni più desiderate dagli automobilisti in vista del futuro. Le auto, dunque, saranno sempre più connesse “in rete” e tutto ciò può trasformarsi in un beneficio anche per il business del concessionario.

IL VALORE AGGIUNTO DELLA TELEMATICA

La telematica, grazie ai dati trasmessi dalla scatola nera, può portare vari vantaggi: consente, per fare qualche esempio, di recuperare i veicoli rubati, di allertare automaticamente i soccorsi in caso di necessità, di monitorare i comportamenti di guida (opzione utile soprattutto per i Fleet Manager aziendali) e, soprattutto, di effettuare la cosiddetta “manutenzione predittiva”. Un vero e proprio chiavistello in ottica di fidelizzazione del cliente.

Chiaro, infatti, che se il concessionario è in grado di conoscere in tempo reale lo stato d’uso del veicolo e di monitorare eventuali guasti o accensioni di spie, ricevendo i dati trasmessi dalla black-box, si moltiplicano anche le opportunità per il post-vendita: il dealer, infatti, conoscendo a priori il problema dell’auto del cliente, può “richiamare” il cliente stesso in officina al momento giusto, contattandolo direttamente, fissando un appuntamento e garantendo, di fatto, anche la sua sicurezza.

Leggi anche: l’importanza della figura del Service Manager all’interno della concessionaria

Spesso, infatti, per motivi economici, di mancanza di tempo e di sottovalutazione del problema, l’automobilista tende a rinviare la visita in officina – correndo seri rischi per la sua incolumità -, o, comunque, a preferire officine indipendenti a quella del concessionario. In questo senso, la telematica diventa uno strumento per “cementare” il rapporto tra il dealer e il cliente finale.

FIDELIZZAZIONE GARANTITA

Non solo. Aumentando le opportunità di contatto tra concessionario e cliente, l’utilizzo della telematica, combinato con quello della tecnologia (whatsapp, newsletter, ecc) consente anche di comunicare eventuali promozioni ad hoc.

Un esempio? La proposizione di tagliandi o revisioni pensate appositamente per quel veicolo, che il dealer è in grado di tenere costantemente monitorato grazie alla scatola nera.

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CASI CONCRETI

Siamo ancora agli albori di questa attività, ma possiamo trovare diversi esempi di offerte telematiche pensate per il concessionario.

GRUPPO MALVESTITI

Nel 2014, ad esempio, il Gruppo Malvestiti aveva dato vita a un progetto interno, denominato “Follow me”, che consisteva nell’installare la scatola nera sulle auto nuove e usate dei clienti, per garantire una teleassistenza 24 ore su 24.

La black-box, nata con l’obiettivo di monitorare costantemente i parametri fondamentali del veicolo, era stata personalizzata appositamente per il Gruppo Malvestiti da un’azienda di Roma.

KOOLA

Oggi questa prima case history si sta trasformando in proposte sempre più concrete: ultimo esempio, in ordine cronologico, è Koola, un dispositivo IoT brevettato da una start-up slovena, importato da Interlogica e distribuito in Italia da BTheOne (leggi il nostro approfondimento sull’azienda).

Quest’ultimo, collegato alla presa OBD dell’auto, comunica al concessionario eventuali malfunzionamenti e guasti e quando il cliente ha raggiunto le soglie chilometriche stabilite per i controlli. Il sistema è Plug&Play e include una Sim dati internazionale, che si attiva al momento del collegamento. I dati vengono raccolti attraverso un’infrastruttura Cloud e successivamente inviati al CRM del dealer.

LOJACK

Allo stesso modo, lo scorso anno all’Automotive Dealer Day LoJack aveva presentato Smart Dealer, un sistema che consente ai concessionari di accedere a molteplici informazioni sulla vita quotidiana del veicolo, utili per generare ingressi al proprio service.

Un sistema che si propone anche di “coccolare”, l’automobilista che, attraverso la app LoJack Smart Drive, può usufruire di diversi servizi aggiuntivi, come la localizzazione del veicolo e la verifica del proprio stile di guida.

VIASAT 

Anche la black-box di Viasat, precisamente nelle versioni CareBox e SecurityBox,  installata a bordo del veicolo, funziona come un localizzatore satellitare e comunica con la Centrale Operativa della società, fornendo dati ai dealer e ai loro clienti.

Lo scorso anno, sempre al Dealer Day, Viasat aveva  annunciato la nascita di una partnership con Mapfre Warranty e Kairos. Obiettivo: garantire al cliente finale servizi di sicurezza per combattere i furti e l’assistenza in caso di incidente, veicolandoli attraverso i concessionari.

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