In tutto il mondo l’auto si compra in concessionaria!

Nel corso dell’evento istituzionale di Aniasa che si è tenuta, come di consueto, allo Spazio Novecento a Roma per la presentazione del rapporto annuale della società confindustriale a tutta la filiera, Gianluca Di Loreto, Partner di Bain & Company e responsabile italiano automotive della società di consulenza, ha approfondito un tema della sua ricerca presentata anche a un evento precedente a Milano Il futuro sbagliato della mobilità. Rimettere il cliente al volante del settore per evitare l’uscita di strada” (e di cui potete leggere il report sul nostro sito gemello Le previsioni sulla mobilità? Tutte sbagliate. Per azzeccarci bisogna ascoltare il cliente), dove ha ribadito una delle stime sbagliate dalle società di consulenza – ebbene sì, anche la sua – sul settore automotive, ovvero “le auto si continuano a comprare in concessionaria. Non online“.

L’auto si compra in concessionaria!

Di Loreto ha presentato una ricerca su oltre 12 mila consumatori di diversi paesi, dove i risultati sono piuttosto simili, in particolare sull’interazione tra “on e offline” nell’acquisto dell’auto: in tutto il mondo l’auto si preferisce acquistarla in concessionaria e non in Rete. Come invece vaticinava qualcuno 25 anni fa, così come che la nuova mobilità sarebbe stata dominata dai Segway  e dai monopattini, nonché dal car sharing e che i parchi auto europei  si sarebbero elettrificati completamente entro…quest’anno.

Naturalmente tutti i consumatori si informano online: “nel 62% degli interpellati la prima interazione è online, mai dalla seconda i flussi si invertono. E già vediamo che un 20% circa già compra. Offline naturalmente. Con la terza interazione i flussi si inverte di nuovo e alla quinta, circa, l’87% converte la richiesta di informazioni in acquisto. Anni fa ce ne volevano 7 o 8 perché, naturalmente, il web ha reso più preparati i consumatori. E accelerato il processo di acquisto. E questo sta succedendo anche con l’AI, con circa un terzo dei consumatori sopra i 45 anni la utilizzano per acquistare auto. E questi sono coloro che hanno ancora una buona possibilità di spesa…” afferma Di Loreto.

Listini più cari, salari più magri

Di Loreto sottolinea poi come l’Italia soffra di una grande dicotomia tra prezzi delle auto, salite del 52% dal 2013 a oggi, mentre il reddito familiare è cresciuto soltanto del 29%. Anche perché

E questo malgrado “gli italiani continuino ad avere bisogno dell’auto per i propri spostamenti, ma acquistare una vettura nuova è sempre più difficile. Oggi servono mediamente 11 mensilità di stipendio per comprare un’auto, contro le 5 necessarie nel 2000 (includendo anche gli introiti da capitali, ndr)” sottolinea Di Loreto, e perciò “il 59% posticipa il ricambio della propria vettura“. Per tornare a valutare l’acquisto di un’auto, gli italiani indicano tre leve principali: incentivi pubblici (30%), sconti sui prezzi di listino (26%) e maggiore flessibilità finanziaria (12%).

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