Salone Auto Torino 2026, tra nuove auto e vecchie preoccupazioni

Il Salone Auto Torino 2026 entra nel vivo dall’11 al 13 settembre con 47 Case automobilistiche, novità di prodotto, anteprime e test drive gratuiti nel centro della città. Piazza Castello, piazzetta Reale e i Giardini dei Musei Reali ospiteranno i modelli dei costruttori italiani e internazionali, in un’edizione che conferma anche la crescente presenza dei marchi asiatici.

Ma il confronto sul futuro dell’automotive è iniziato già alla vigilia della manifestazione. Il 10 settembre, al Teatro Regio di Torino, si è svolto bTOb – Salone Auto Torino, appuntamento dedicato alla filiera e ai temi che accompagnano la trasformazione del settore. Tra i temi affrontati nel panel istituzionale La sostenibilità del sistema automotive – Industria, mercato e territorio di fronte alla trasformazione del settore c’è stato anche il ruolo della distribuzione.

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Vanini: “La sostenibilità deve essere anche economica”

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A intervenire è stato Plinio Vanini, vicepresidente di Federatuo con delega all’Automotive, che ha richiamato la necessità di considerare la sostenibilità del settore non soltanto dal punto di vista ambientale. “La transizione sarà efficace solo se sarà sostenibile per tutti: industria, concessionari, imprese, famiglie e territori. Non c’è sostenibilità ambientale senza sostenibilità economica della rete, e non c’è rinnovo reale del parco senza strumenti fiscali capaci di rimettere in moto domanda, investimenti e mercato dell’usato recente” ha dichiarato.

Nel suo intervento, il vicepresidente di Federauto ha posto l’attenzione sugli investimenti richiesti alla rete dei concessionari. Strutture, digitalizzazione, formazione, elettrificazione, assistenza e qualità del servizio sono alcuni dei fronti sui quali le aziende della distribuzione sono chiamate a intervenire. Il problema, secondo l’associazione, è rappresentato dalla ridotta marginalità del settore: “Con un utile netto dopo le imposte dell’1,1%, i concessionari non hanno più margini per assorbire ulteriori costi e rischi. – sottolinea Vanini – La rete non può investire come se avesse margini industriali che oggi, semplicemente, non esistono”.

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Il confronto tra i diversi canali di mercato

Un altro punto sollevato dal portavoce Federauto riguarda le condizioni nelle quali operano i diversi canali del mercato. Il noleggio rappresenta oggi una componente rilevante delle immatricolazioni, ma, secondo Vanini, la rete distributiva sostiene costi e investimenti differenti rispetto agli operatori che lavorano principalmente su grandi volumi. Alle concessionarie fanno capo, tra le altre attività, il presidio territoriale, l’immagine dei marchi, l’assistenza post-vendita specializzata e il rispetto degli standard richiesti dalle Case automobilistiche.

Chiediamo condizioni equilibrate per chi sostiene il costo del marchio, del territorio e della relazione con il cliente. – è l’appello del vicepresidente Federauto – Non può esistere una distribuzione con maggiori doveri e minori condizioni economiche. Il tema è particolarmente rilevante per la rete in una fase nella quale i modelli di accesso all’automobile sono sempre più diversificati e vendita, noleggio e altri servizi di mobilità convivono sul mercato.

Rinnovo del parco: la proposta sulla fiscalità

Nel dibattito di Torino è tornato anche il tema del rinnovo del parco circolante. Federauto ha ribadito la propria posizione contraria a interventi temporanei ed episodici, come nuove campagne straordinarie di rottamazione, indicando invece la necessità di una leva fiscale stabile. La proposta è quella di favorire gli acquisti di veicoli nuovi da parte delle aziende. L’obiettivo è alimentare un ciclo che porti i veicoli nuovi nel mercato aziendale e, successivamente, aumenti la disponibilità di usato recente per famiglie, professionisti e piccole imprese, favorendo parallelamente l’uscita dal parco delle vetture più vecchie.

La soluzione non risiede nelle campagne di rottamazione, temporanee e discontinue, – ha precisato Vanini – La nostra proposta è per una fiscalità che premi le aziende che investono nel nuovo e che alimenti il mercato dell’usato recente”. Secondo Federauto, una fiscalità più favorevole agli acquisti aziendali potrebbe quindi incidere non soltanto sul mercato del nuovo, ma anche sulla disponibilità di veicoli più recenti nel mercato dell’usato.

Regole stabili e neutralità tecnologica

L’intervento di Plinio Vanini si è concluso con un richiamo alle politiche che accompagneranno la transizione. Per Federauto sono necessarie regole chiare, stabili e applicabili, insieme a un approccio basato sulla neutralità tecnologica e su misure in grado di accompagnare l’evoluzione della domanda.

La richiesta è inoltre quella di distribuire lungo la filiera investimenti, costi e rischi della trasformazione, senza trasferire sulla sola rete distributiva il peso economico del cambiamento: “La sostenibilità economica delle concessionarie è una condizione indispensabile per la sostenibilità dell’intero sistema automotive“.

47 brand auto al Salone di Torino 2026

Il confronto di bTOb precede l’apertura al pubblico del Salone. Dall’11 al 13 settembre Torino ospiterà 47 Case automobilistiche, con esposizioni e test drive gratuiti distribuiti nel centro cittadino. Accanto ai marchi storicamente presenti sul mercato europeo e italiano, l’elenco degli espositori comprende numerosi costruttori asiatici, tra cui BYD, Changan, Chery, Dongfeng, Geely, GWM, Hongqi, Leapmotor, OMODA JAECOO, Xpeng e Zeekr.

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Il Salone porta quindi a Torino prodotti e novità di mercato, mentre il confronto che lo ha preceduto ha messo sul tavolo alcune delle questioni che riguardano direttamente la filiera: sostenibilità economica delle imprese, competitività dei diversi canali, fiscalità e rinnovo del parco. Temi sui quali, dal palco del Teatro Regio, Federauto ha chiesto un confronto tra istituzioni e operatori del settore.

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