Il diesel non è morto, parola di dealer

È in atto una demonizzazione delle auto diesel. In realtà oggi i motori a gasolio di ultima generazione (Euro 6 d-Temp) hanno un impatto piuttosto basso sulle emissioni. A confermarlo è stato anche il CNR, interpellato da Unrae per condurre delle analisi specifiche in merito.

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha spezzato una lancia a favore dei nuovi motori diesel. Dallo studio è emerso che le tecnologie motoristiche in fase di sviluppo permetteranno ai motori convenzionali di raggiungere un livello di inquinamento praticamente trascurabile nel prossimo decennio. Morale: il motore a combustione interna resta uno strumento strategico nell’ottica di un’efficace transizione verso una mobilità sostenibile e “CO2 Neutral” per i Paesi europei. Ne sono convinti anche i concessionari.

LA GUERRA ALLE AUTO DIESEL

In effetti oggi le campagne di demonizzazione delle auto diesel stanno disorientando e impaurendo i clienti, anche alla luce dell’impatto sul valore residuo della propria vettura (leggi qui i numeri dell’usato). La conseguenza è una riduzione delle vendite di auto diesel nuove. “Comunque, non è un fenomeno che ci preoccupa particolarmente, anche se lo osserviamo – afferma Matteo Albanese, del Gruppo Bossoni –. Non crediamo che il diesel si ridurrà drasticamente nei prossimi anni e scomparirà”.

È difficile pensare di poter fare a meno nell’immediato di una motorizzazione che ancora oggi rappresenta oltre il 50% del mercato, lasciandosela alle spalle. “Sicuramente, i consumatori, su vari modelli e brand, stanno preferendo le auto a benzina, le cui immatricolazioni sono ripartite in maniera vigorosa”, continua Albanese.

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LO STUDIO DEL CNR

Secondo il CNR, i motori diesel di ultima generazione emettono meno CO2 di quelli a benzina. Naturalmente, questo vale per i nuovi turbodiesel e non per quelli vecchi ancora in circolazione, che invece inquinano parecchio (il parco circolante italiano, oltre ad essere il più importante d’Europa con oltre 37 milioni di veicoli, è anche il più anziano e inquinante, visto che conta ancora oggi più del 20% di vetture ante Euro 3).

Oltre all’anidride carbonica, i nuovi motori diesel presentano anche valori bassi di emissioni di NOx (gli ossidi d’azoto). In base allo studio del CNR, i più recenti motori, grazie al contributo dei filtri antiparticolato e dei moderni catalizzatori riduttivi SCR, a cui si aggiunge l’azione dell’AdBlue, sono in grado di contenere i valori di NOx entro il limite di 80 mg/km, rendendo praticamente irrilevanti anche le emissioni di incombusti gassosi (HC e CO). Addirittura c’è da aspettarsi un’ulteriore diminuzione degli NOx di 10-15 mg/km.

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