La giornata lavorativa di una concessionaria finisce a un orario preciso. Quella del potenziale cliente non segue necessariamente gli stessi ritmi. C’è chi consulta gli annunci dopo cena e chi confronta le offerte nel fine settimana; le richieste di interesse sono spesso inviate quando il reparto vendite ha già abbassato le serrande. Il contatto è arrivato, l’interesse esiste, ma tra il momento in cui il cliente si fa avanti e quello in cui il venditore può rispondere si apre una finestra di attesa.
È proprio in questa distanza che si gioca una parte della competitività commerciale del dealer. Secondo un’analisi di AutoUncle, condotta su 10.162 richieste raccolte tra febbraio e luglio 2026 attraverso i siti web di cinque concessionari italiani, il 42,7% dei contatti è arrivato fuori dall’orario di apertura. In termini assoluti, si tratta di 4.343 richieste. E non sono lead provenienti da portali esterni: sono utenti che avevano già raggiunto il sito della concessionaria e utilizzato i suoi strumenti di contatto.
Leggi anche: Rispondi subito o perdi il cliente, l’indagine eBay sui lead mancati
Il cliente cerca l’auto quando ha tempo
La distribuzione oraria dei contatti racconta un comportamento che le concessionarie non possono ignorare. Delle 4.343 richieste arrivate a salone chiuso, 1.862 si sono concentrate nelle sere feriali dopo le 19:00 e altre 1.775 nel fine settimana. Complessivamente, il 25,1% di tutte le richieste analizzate è arrivato tra le 19:00 e mezzanotte. Il dato suggerisce che una parte rilevante dell’attività commerciale digitale si sviluppa quando il personale non è disponibile a gestirla. Dunque il momento in cui nasce l’opportunità commerciale non coincide con quello in cui il reparto vendite è operativo.
Il tempo tra la richiesta e la risposta
Il problema non è necessariamente la mancata risposta, ma il tempo che intercorre tra il contatto e la sua gestione. Una richiesta inviata il venerdì sera potrebbe essere lavorata il sabato mattina, se la concessionaria è aperta, oppure rimanere in attesa fino al lunedì. Nel frattempo, il potenziale acquirente può continuare la ricerca, contattare altri venditori o orientarsi verso un’offerta alternativa.
Non è detto che ogni ora di attesa comprometta una vendita. La ricerca, del resto, non misura il rapporto tra tempi di risposta e conversioni. Ma il disallineamento tra gli orari in cui il cliente cerca un’auto e quelli in cui la concessionaria è in grado di seguirlo pone una questione organizzativa: il processo commerciale deve essere progettato tenendo conto anche dei momenti in cui il personale non è presente.
Leggi anche: L’IA non è solo per colossi, la storia dell’officina che ha rivoluzionato il suo business
Chi risponde quando il salone è chiuso?
Non tutte le concessionarie hanno le dimensioni o i volumi di attività necessari per organizzare un presidio commerciale serale, né è realistico immaginare che i venditori siano disponibili a ogni ora. La questione riguarda piuttosto la definizione di un processo che permetta di raccogliere le richieste e gestirle in modo ordinato, anche quando il personale non è presente.
Le soluzioni possono essere diverse. Un sistema di prenotazione online consente al cliente di scegliere autonomamente quando essere ricontattato o fissare un appuntamento. Una risposta automatica può confermare la ricezione della richiesta e indicare quando arriverà un riscontro. Strumenti di qualificazione dei contatti, anche basati sull’intelligenza artificiale, possono raccogliere alcune informazioni preliminari e renderle disponibili al reparto vendite.
La tecnologia può quindi aiutare a coprire il tempo che separa la richiesta dalla presa in carico, ma non sostituisce l’organizzazione commerciale. È quest’ultima a determinare se il contatto verrà seguito fino alla conclusione del percorso.













