Automotive Dealer Day 2018: il successo della 16° edizione

Numeri in crescita per Automotive Dealer Day 2018, la tre giorni dedicata agli operatori del mondo automotive organizzata a VeronaFiere da Quintegia. Alla sedicesima edizione, intitolata “Open For Business” e conclusa proprio ieri, hanno partecipato 4.500 operatori, il 10% in più rispetto al 2017.

Sessanta in tutto gli incontri, tra assemblee di concessionari, workshop, meeting e incontri con la stampa. Presenti oltre il 60% dei dealer italiani, insieme a 120 relatori, 15 Case automobilistiche e 6 associazioni di categoria. L’edizione, a detta dell’organizzazione, è una delle più partecipate di sempre. Già fissata la data per il prossimo Dealer Day, previsto sempre a VeronaFiere dal 14 al 16 maggio 2019.

AUTOMOTIVE DEALER DAY 2018: DEALERSTAT

Torna anche quest’anno la DealerSTAT, ossia l’indagine attraverso la quale Quintegia monitora il grado di soddisfazione dei concessionari nel rapporto con le Case automobilistiche. La rilevazione 2018 è svolta sul 55% dei concessionari italiani, per 32 marchi in totale considerati.

Automotive Dealer Day 2018

In base alla valutazione complessiva dei dealer, Porsche è ancora la Casa più apprezzata. Il brand più desiderato dai concessionari italiani è Land Rover, mentre la Casa che genera più fedeltà nel mandato è Bmw.

“Anche quest’anno la soddisfazione delle reti, pur in leggero calo rispetto al 2017, si mantiene su standard più che sufficienti, con un punteggio medio di 3,23. Ma l’indicatore di una rinnovata fiducia nel settore è dato ancor più da quanti desiderano uscire dal business: quest’anno sono l’8% mentre in piena crisi (2012) il dato arrivava al 25%. Un altro segnale di fiducia si evince infine dalla fedeltà al marchio, con una percentuale che dal 19% di 6 anni fa è salita fino al 52%”.

Gabriele Maramieri, general manager di Quintegia

I MANDATI PIU’ APPREZZATI

E’ Porsche, per il secondo anno di fila, ad aggiudicarsi il punteggio maggiore (3,91 su 5) grazie alle ottime performance nella redditività e nel management post-vendita. Seguono da vicino altre tedesche: Bmw (3,84) e Ford (3,79). Spicca lo sprint di Suzuki, che scala 6 posizioni per arrivare quarto. La prima italiana è Jeep, al 19° posto.

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QUELLI PIU’ DESIDERATI E GLI INSOSTITUIBILI

Land Rover vince la speciale classifica dei marchi più desiderati dai dealer. I concessionari sarebbero disposti a “tradire” il proprio brand in primis con il marchio inglese, seguito da Kia, Suzuki, Volkswagen e Ford. Tra i brand più insostituibili, al contrario, si impongono Bmw, Mini, Porsche, Ford e Mercedes.

La valutazione migliore della filiera, nel dettaglio, è relativa al prodotto. Buone performance su formazione, servizi finanziari e ricambi. Al contrario, parecchi insoddisfatti sulle vendite business, che rappresentano il principale nervo scoperto nel rapporto con le Case auto, insieme al business dell’usato e al supporto web.

LA CONFERENZA DI UNRAE

L’Automotive Dealer Day 2018, nel pomeriggio del 15 maggio, ha ospitato un importante appuntamento. Unrae, infatti, ha scelto di organizzare proprio a Verona la sua conferenza stampa. Obiettivo: trasmettere la visione strategica della mobilità italiana dell’associazione dei Costruttori esteri.

LO STATO DELL’ARTE

L’Istituto Motori del CNR e il Censis, attraverso due ricerche commissionate dall’Unrae, si sono soffermate rispettivamente sull’analisi delle emissioni delle autovetture e sugli aspetti socio-economici della transizione oggi in atto verso le nuove motorizzazioni virtuose.

Automotive Dealer Day 2018

Il punto fermo è che resta forte l’interesse per il “bene auto”, confermato sia dalla crescita delle immatricolazioni (1.970.000 nel 2017) che dal numero rilevante di passaggi di proprietà delle auto usate (2,7 milioni). Il 65,3% degli spostamenti avvengono in auto (nel 2008 erano il 63,8%) e la maggior parte degli italiani si sposta in auto per andare a lavoro (il 68,9% degli occupati più un ulteriore 5,7% che usa l’auto come passeggero).

Il trasporto pubblico locale presenta livelli di offerta e performance lontane dagli standard europei ed è fortemente sottodimensionata rispetto al fabbisogno. Il tasso di mobilità continuerà a progredire nei prossimi anni.

L’EVOLUZIONE IN ATTO

L’auto, in questo contesto, continuerà a svolgere un ruolo da protagonista. Ma non si possono ignorare alcuni segnali di un cambiamento già in atto:

  • l’evoluzione della normativa di riferimento: la strategia europea tende a favorire l’ingresso sul mercato di veicoli a propulsione innovativa più pulita (ibrida, elettrica, idrogeno, gas etc);
  • l’evoluzione dell’offerta di auto, che diventano sempre più integrate, connesse, ecosostenibili e condivise;
  • l’evoluzione della domanda di auto, tanto che in Italia l’11,7% del totale immatricolato nel 2017 è composto da vetture ibride, GPL, metano ed elettriche;
  • l’evoluzione delle forme di utilizzo, con un crescente interesse nei confronti delle formule di noleggio (1 italiano su 2 è interessato al renting) e di car sharing.

I PROBLEMI, TRA PARCO VETUSTO E CONFUSIONE MEDIATICA

L’evoluzione normativa dell’Ue prevede la progressiva decarbonizzazione della produzione e del consumo di energia, specie se applicato al trasporto passeggeri (che però incide in Italia solo per il 18,6% delle emissioni di CO2). Il parco auto del nostro Paese è tra i più obsoleti del Vecchio Continente. L’età media oggi ha raggiunto i 10,9 anni e il 56,4% del parco è diesel

Tuttavia, invece di dibattere genericamente di “uscita dal diesel” – avverte l’Unrae – bisognerebbe preoccuparsi dei 7,9 milioni di auto omologate Euro 0,1 e 2, a cui si aggiungono i 5,7 milioni di Euro 3. Una marea di auto inquinanti che dovrebbero essere sostituite con i moderni Euro 5 o 6 per ottenere una drastica riduzione di emissioni e inquinamento.

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Il tutto senza contare che, nell’avvicinamento verso l’elettrico, incide pesantemente il ritardo nella realizzazione dell’infrastruttura. Oggi sono in tutto circa 2.700 i punti di ricarica, un decimo della disponibilità tedesca.

UNA CABINA DI REGIA

In questo contesto, l’Unrae ha riproposto la sua agenda della transizione. Per accompagnare la nuova mobilità, è fondamentale innanzitutto fare chiarezza sulla questione emissiva, attraverso una “cabina di regia” che guidi in maniera uniforme e strutturata il cambiamento.

“In sostanza è quanto mai urgente che si avvii un processo virtuoso che consenta all’Italia di raggiungere gli obiettivi fissati dalle normative europee attraverso l’adozione di misure efficaci di svecchiamento e rinnovo del parco e di realizzazione delle necessarie infrastrutture. Ciò favorirebbe la sempre maggiore messa in circolazione di veicoli a minore impatto ambientale e più sicuri, che le Case auto sono già in grado di offrire, sulla base del principio di neutralità tecnologica”.

Michele Crisci, presidente Unrae

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