Dealer e Gen Z: due mondi lontani, ma che possono avvicinarsi

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Quello fra il mondo automotive e i giovani è una spaccatura che, nel corso degli anni si è sempre più allargata. Una recente indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, ha mostrato che l’età nella quale gli automobilisti italiani ottengono la patente si aggira orai intorno ai 20 anni (per l’esattezza 19 anni e 10 mesi).

Il motivo di questo maggiore disinteresse da parte delle nuove generazioni, in particolar modo la Gen Z, verso le quattro ruote deriva dal fatto che i dealer e il comparto dell’aftersales presentano uno scarso appeal, tanto nel modo di comunicare quanto a quello di interfacciarmi con i clienti, verso i più giovani.

“I ragazzi e le ragazze della Gen Z – ci ha detto Luca Crisà, Digital Strategy and Innovation Director presso Gruppo Trivellato – sono sicuramente appassionati. È una generazione molto aperta e inclusiva, ma con una bassissima soglia di attenzione. Un recente studio di McKinsey evidenzia che la loro soglia di attenzione, superati gli 8 secondi, scade. Per cui immaginate nel mondo automotive che cosa vogliono dire 8 secondi: praticamente nulla”.

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Oltre a questo, le nuove generazioni ritengono ormai l’auto un mezzo “noioso”, incapace di esprimere quello spirito di condivisione e comunità che permea il loro spirito.

La Generazione Z – ha sottolineato Crisà – non ha tra le sue priorità l’automobile perché non è un prodotto in grado di offrire un prodotto o servizio per fare comunità. Le vetture, per come le viviamo nella quotidianità, sono tutt’altro che un mezzo aggregazione“.

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Come si può “riaccendere la passione” tra i giovani e le auto?

La grande differenza tra la Generazione Z e quelle che l’hanno preceduta è che i suoi membri sono molto più attenti rispetto al passato: vogliono andare a fondo delle cose quando queste suscitano il loro interesse.

Inoltre non sono intenzionati a essere presi in giro. Desiderano essere trattai come “esseri umani” piuttosto che come “transazioni”. Per questo motivo, è fondamentale per i tanti attori della filiera automotive, il modo di comunicare e raccontare l’azienda attraverso le persone.

Luca Crisà, Digital Strategy and Innovation Director presso Gruppo Trivellato

“Non a caso – ci ha spiegato Crisà – in ambito retail, più ampio rispetto al singolo mondo automotive, tutti loro stanno determinando nuovi comportamenti di acquisto, ad esempio il live-stream shopping, cioè l’evoluzione naturale di quelle che per, una generazione come la mia, erano le televendite, con però la possibilità di interagire in tempo reale con altri utenti o “persone di fiducia” come influencer, celebrities o semplicemente degli esperti del prodotto”.

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Essere “sul pezzo” in ogni modo possibile

Rispetto a quelle che l’hanno preceduta, la Gen Z è una generazione realmente omni-canale, che oltre a essere la prima, vera nativa digitale, si informa e si intrattiene su qualsiasi tipo di social media e piattaforme: da Facebook a Instagram, passando per Twitter, YouTube, TikTok e Twitch.

Chi lavora nel mondo automotive, se vuole attirare a sé i più giovani, deve “garantire lo stesso tipo di esperienza attraverso qualunque tipologia di canale. In primis quello digitale, chiaramente mobile a causa della loro frequentazione di social differente da chi li ha preceduti”.

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Su piattaforme come Instagram e TikTok, la delivery del contenuto deve essere breve, chiara e calata nella realtà della Gen Z, tanto veloce quanto curiosa di capire ciò che la circonda.

Oltre ai social, “è comunque importante – ha concluso Cirià – fornire lo stesso tipo di contenuto, trasparente e diretto, anche su canali più tradizionali, come l’in-store. Nei prossimi anni, credo che il mondo dei leader dovrà avvicinarsi alla Generazione Z, sviluppando finalmente un concetto di omni-canalità che oggi manca ancora”.

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