Post vendita: svolta positiva nell’ultimo trimestre 2019

Quanto pesa il post-vendita in Italia sul totale dei ricavi dei concessionari?

Un 2019 stabile per il settore del post vendita, che si conferma sempre più una risorsa importante per i concessionari. A testimoniarlo sono i più recenti dati di Gipa, aggiornati a novembre 2019.

Sfide del post-vendita: come cambierà l'aftersales?

Anche con un giorno lavorativo in meno rispetto allo stesso periodo del 2018, l’ultimo mese di novembre ha fatto segnare un netto cambiamento di direzione per quanto riguarda i flussi in officina: +4,2%, percentuale che diventa addirittura +9,4% a parità di giorni lavorativi.

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POST VENDITA E CONCESSIONARI: I TREND 2019

In generale, il trend dei primi 11 mesi del 2019 rimane in leggero calo (-3%), ma questo recupero porta l’ultimo trimestre (settembre-novembre) quasi alla pari con il 2018 (-0,1%). Un risultato che conferma un cambio di rotta rispetto ai mesi precedenti.

“Il primo semestre non è andato male, poi da luglio il motore si è grippato fino a ottobre, quando è cominciata la nuova ripresa” spiega Marc Aguettaz, managing director di Gipa Italia. Lo stop è imputabile alle azioni del Governo, che hanno creato parecchia incertezza durante l’estate e spinto, quindi, a posticipare i tagliandi e le altre operazioni del Service, situazione che poi, eccezion fatta per le carrozzerie che hanno continuato la fase di stallo, è migliorata con l’arrivo dell’autunno.

post vendita riparazione auto Service Day

“Nel complesso, il 2019 è stato un anno neutro per il post vendita: il mercato dell’assistenza di conferma aciclico, ovvero non segue l’andamento del mercato del nuovo (scopri qui come si è chiuso l’anno scorso). Occorre sottolineare che, da una parte, il numero di operatori sta diminuendo e, quindi, ci sono in media più ingressi per ogni officina e, in secondo luogo, le officine dei concessionari stanno traendo beneficio dal fatto che stanno entrando le auto immatricolate post 2016” spiega Aguettaz. Ovvero quelle del periodo in cui, dopo la crisi, le immatricolazioni hanno ricominciato a salire.

Nei primi 11 mesi del 2019, le officine dei concessionari fanno segnare una leggera crescita dei passaggi (+0,1%) e un aumento della spesa media per ogni passaggio del +11,9% (novembre 2018 vs novembre 2019). Un trend positivo, che testimonia una sempre maggiore consapevolezza nel puntare (e nell’investire) sul post vendita.

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LA QUESTIONE DELLA MANODOPERA

La tendenza, secondo le rilevazioni di Gipa, è chiara: tutti i canali tendono ad alzare la tariffa della manodopera nel tempo. In alcuni mesi dell’anno, si osservano però alcune frenate. Un esempio sono proprio le officine dei concessionari, la cui tariffa media oraria di novembre 2019 è leggermente calata, rispetto a quanto osservato a ottobre.

“Siamo ancora molto lontani rispetto agli altri Paesi europei e rispetto ai traguardi che servirebbero. In media, la manodopera in Italia costa molto meno” conclude Aguettaz. La vera sfida non è ovviamente quella di far pagare di più l’automobilista, bensì quella di “bilanciare il rapporto tra manodopera e ricambi”.

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