Federauto: ecco quanto calerà il mercato senza interventi del Governo

Mercato dell'auto 2020 in Europa

Per il Governo, il mondo dell’auto è marginale. Lo ha dimostrato l’ultimo Decreto Rilancio, che ha di fatto ignorato le misure per il settore delle quattro ruote. Secondo Federauto, però, senza gli auspicati interventi dall’alto il 2020 si chiuderà con 800mila unità in meno rispetto allo scorso anno.

Lo ha denunciato Plinio Vanini, presidente di Autotorino, che ha partecipato in qualità di rappresentante della federazione dei concessionari a un’audizione alla commissione Bilancio della Camera.

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FEDERAUTO: STOCK A LIVELLI INSOSTENIBILI

“Abbiamo sulle spalle uno stock di 900.000 veicoli invenduti, per un valore di circa 18 miliardi, che in parte generano indebitamento nei confronti del sistema creditizio o verso le finanziarie captive” ha rimarcato il presidente di Autotorino.

“Non siamo più in grado di assorbire prodotto che ci viene mandato dalle fabbriche”
Plinio Vanini, presidente di Autotorino

Plinio Vanini ha rappresentato Federauto alla Camera

Vanini ha ricordato che le immatricolazioni di auto a marzo e aprile sono state la metà rispetto allo stesso bimestre del 2019 (con ben 361.000 auto vendute in meno rispetto allo scorso anno), “e non è andata meglio per i veicoli commerciali e industriali”. A maggio non ci sarà certo una rivoluzione: la fine del lockdown e la conseguente riapertura porteranno all’azzeramento del portafoglio ordini, ma, ad oggi “i nuovi ordini si attestano sul 60% del potenziale”.

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ECCO PERCHÉ URGONO MISURE DEL GOVERNO

Le previsioni di Federauto sono impietose. In assenza di interventi mirati, si arriverà a “una chiusura del mercato auto 2020 con 800.000 unità in meno rispetto all’anno precedente, e un mancato gettito Iva di circa 3,8 miliardi di euro”, con, in aggiunta, una perdita occupazionale di “40.000 dipendenti nelle concessionarie”.

Il trattamento che il Decreto Rilancio ha riservato all’automotive stupisce ancora di più leggendo i numeri del comparto: siamo di fronte, infatti, ha rimarcato Vanini, a “un fattore trainante per il sistema economico italiano”. Parliamo di oltre 201.000 imprese, che fatturano 335 miliardi di euro (equivalente al 19,5% del PIL) e per le quali lavorano 1,23 milioni di persone.

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