Gli incentivi auto dal punto di vista dei concessionari

Degli incentivi auto se è parlato molto e si continua a farlo. Sono stati ampiamente esaminati per la loro ambizione ecologica di rinnovo del vetusto parco auto italiano. Si è analizzata la loro capacità di risollevare il mercato dell’automotive, fortemente colpito dall’emergenza Covid-19.

In attesa di trattare l’argomento all’Automotive Dealer Day 2020 (qui il programma completo), abbiamo scelto di parlarne da un punto di vista pragmatico, dalla prospettiva dei dealer. E lo abbiamo fatto con l’aiuto di Pietro Maresca, Presidente della Federazione Concessionarie Confcommercio Ascom Bologna.

INCENTIVI AUTO: IL PUNTO DI VISTA DEI DEALER

«Gli incentivi sono stati fortemente richiesti dalle associazioni di categoria» spiega Maresca, «indispensabili per agevolare la ripartenza del settore e anche per svecchiare il parco auto italiane, tra i più vetusti d’Europa». La volontà è dunque quella di tornare a vendere, ma con un occhio rivolto all’ambiente, agendo per costruire un mondo più pulito.

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Vendite aumentate persino ad agosto

Partiti dal 1° agosto 2020, gli iniziali 50 milioni di euro stanziati sono terminati in appena una settimana. «Ciò dimostra – commenta il Presidente – che ce n’era davvero bisogno. Al punto che persino il mese di agosto, tradizionalmente non ideale per la vendita si è trasformato in un periodo molto fruttuoso per i rivenditori».

A essere richieste sono state soprattutto le vetture diesel e benzina, inserite nella fascia di emissioni fino a 110 g/km di Co2 nel successivo decreto del 15 agosto. «Estensione importante, perché rispetta un principio di neutralità tecnologica. E, soprattutto, consente accessibilità ai consumatori nella fase di transizione che stiamo vivendo, dove i veicoli elettrici non sono ancora alla portata di tutti, senza considerare inoltre la carenza di infrastrutture nel nostro Paese».

A beneficiarne è il pubblico privato

Sono i cittadini privati coloro che hanno maggiormente usufruito degli incentivi statali. «In molte persone, la situazione di emergenza ha risvegliato una coscienza ecologica. Chi può permettersi di cambiare la propria vecchia auto lo fa per contribuire a creare un’ambiente più ecologico». E non solo l’ambiente, l’emergenza passata ha contribuito a modificare anche il modo di guardare alla mobilità: «nel post Covid, l’auto viene vista come il mezzo più sicuro per viaggiare, l’unico che consente di stare da soli».

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Dietro un così grande utilizzo degli incentivi da parte dei cittadini c’è il grande lavoro dei concessionari, «che si sono informati, hanno studiato le disposizioni e le procedure per poterle poi restituire ai clienti e dar loro sicurezza». Lo scetticismo all’inizio non mancava, ma il lavoro e la cura dei dealer sono stati in grado di rassicurare gli acquirenti, con risultati positivi anche per i concessionari, che hanno visto aumentare notevolmente le vendite.

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