Mercato dell’auto: a maggio -49,6%, servono incentivi per cambiare la situazione

A maggio il mercato dell'auto cala del 50%

Il mercato dell’auto è ripartito, ma come era prevedibile i numeri di maggio 2020 rimangono molto negativi: rispetto allo stesso mese del 2019 le immatricolazioni si sono di fatto dimezzate. Stiamo parlando di 99.711 unità, -49,6% in confronto a dodici mesi fa.

La fine del lockdown non è bastata ovviamente a risollevare un mercato che già prima dell’avvento del Covid mostrava segni di incertezza. Come sottolineato nei giorni scorsi da Federauto, senza interventi governativi è impossibile invertire la tendenza. Un concetto che la Federazione ha nuovamente ribadito.

“Ogni settimana che passa, aumenta la probabilità che gli operatori più fragili della nostra filiera chiudano i battenti, generando una spirale negativa dalla quale il sistema automotive rischierebbe di non riprendersi più, con nefaste ripercussioni economiche, sociali e fiscali. Appare quasi superfluo sottolineare l’urgenza di intervento da parte del Governo con un piano di incentivazione di tutti i segmenti e motorizzazioni del mercato: a giugno la situazione non cambierà e così nei prossimi mesi” ha sottolineato il presidente Adolfo De Stefani Cosentino.

MERCATO DELL’AUTO: L’ANALISI DEI NUMERI DI MAGGIO

Rispetto al crollo di aprile, la riapertura dei dealer ha favorito lo smaltimento degli ordini che si erano accumulati, ma la differenza rispetto a maggio 2019 è notevole, su tutti i canali: i privati fanno segnare un -35,4%, le vendite a società -58,2% e il noleggio -69,5%. 

Mercato dell'auto: immatricolazioni dimezzate a maggio 2020

Anche guardando il cumulato dei primi cinque mesi, i numeri sono eloquenti: 451.366 vetture, ovvero 459.506 auto in meno rispetto al 2019 (-50,4%). L’unico dato positivo arriva dai veicoli elettrici (cresciuti del +51% rispetto a maggio 2019) e ibridi (+16,6% rispetto a un anno fa).

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ORDINI DIMEZZATI

Il segno più, però, non deve illudere, dato che, sottolinea Cosentino, le auto elettriche e ibride “non possono che rappresentare una marginalità del mercato”. Anche il calo minore dei privati rispetto agli altri canali viene spiegato dallo smaltimento degli ordini che, con il lockdown, erano rimasti “in pending”.

“Nel complesso, maggio ci dà la fotografia di un mercato drammaticamente fermo, situazione confermata dal fatto che i nuovi ordini sono più che dimezzati rispetto a maggio dello scorso anno e lo stock di veicoli invenduti ammonta a 900.000 veicoli sui piazzali di Case e concessionari: 18 miliardi di euro ossia un costo enorme per il sistema automotive” conclude De Stefani Cosentino. Un quadro a tinte fosche che, senza interventi dall’alto, è destinato a rimanere tale anche nei prossimi mesi.

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