Auto elettriche km0: un’opportunità in più?

ricarica auto elettriche km0

Le auto elettriche km0 cominciano ad entrare negli showroom dei concessionari italiani. E, nei prossimi mesi, lo faranno sempre di più. Un fatto inevitabile, dato che i Costruttori stanno per lanciare sul mercato un’ondata di novità a zero emissioni.

Si tratta di un’opportunità di business in più? Prima di analizzare il fenomeno, cominciamo con il dire che, dal punto di vista del dealer, certamente l’auto immatricolazione dell’auto elettrica, per poi rivenderla praticamente nuova, è oggi una possibilità concreta. Che consente di abbassare il prezzo dell’EV e, quindi, renderlo più appetibile agli occhi dei clienti.

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VALORI RESIDUI DELLE AUTO ELETTRICHE

Fino a qualche anno fa, le auto elettriche usate, praticamente, non esistevano. Oggi comincia ad esserci uno storico e i valori residui delle auto elettriche (compresi quelli previsionali, molto importanti per le società di noleggio) sono in grande crescita.

auto elettriche km0

Questo vuol dire che l’auto elettrica si deprezza, come tutte le vetture di seconda mano, ma in maniera più lenta rispetto al passato, consentendo quindi, specie nel caso delle auto elettriche km0, di mantenere una discreta marginalità (aspetto che affronteremo dopo).

Allo stesso tempo, attraverso l’auto immatricolazione, il listino, che rimane uno degli ostacoli principali che impediscono la scelta dell’auto elettrica, si abbassa del 30-35%. Un delta che può essere decisivo dal punto di vista del cliente. Facciamo qualche esempio concreto: una Nissan Leaf km0 arriva a costare circa 30.000 euro (rispetto agli oltre 35.000 di partenza del modello nuovo) e una Renault Zoe km0 abbassa il suo prezzo a circa 20.000 euro (rispetto agli oltre 25.000 di partenza del modello nuovo). Senza contare che, oltre alle auto elettriche km0, il business potrà essere alimentato anche dalla rivendita delle auto demo, ovvero quelle utilizzate per i test drive.

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I VANTAGGI

C’è poi un altro aspetto da considerare: l’incentivo statale (ecobonus) che riguarda le auto elettriche viene incassato da chi immatricola per primo il veicolo, ovvero in questo caso il concessionario (anche se non è da escludere che alcune di queste auto “fresche” siano ancora da immatricolare).

Quindi, questo aspetto può essere un ulteriore vantaggio, che si unisce alla maggiore appetibilità dei veicoli, dato il loro prezzo più basso.

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QUESTIONE DI MARGINALITÀ

Quali possono essere, invece, i contro delle auto elettriche km0? Innanzitutto, questo è ovvio, sia con l’auto a zero emissioni nuova sia con l’auto a zero emissioni usata rimane il problema (rilevante) della carenza di infrastrutture di ricarica nel nostro Paese. In secondo luogo, il cliente potrebbe avere qualche dubbio sullo status della batteria dell’auto elettrica già usata, aspetto fondamentale per la resa e la durata del veicolo.

C’è poi, naturalmente, l’aspetto della marginalità, che va considerato essendo il prezzo di listino dell’auto km0 più basso. Marginalità che, però, in questo caso, non deve essere calcolata solo sul “ferro”, ma anche sul servizio. Con il servizio di ricarica (ovvero la wallbox a casa) incluso nel prezzo, offerta che ormai diverse Case cominciano a proporre, e un pacchetto di manutenzione che spinga il cliente a tornare in concessionaria anche dopo l’acquisto le auto elettriche km0 possono diventare, in prospettiva, un’opportunità di fidelizzazione. La conditio sine qua non è l’aumento delle colonnine, non solo all’interno delle concessionarie, ma anche sull’intero territorio nazionale.

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