Suzuki punta sull’ibrido, con la rete un rapporto inscindibile

Dal rapporto “simbiotico” tra rete di vendita e Costruttore alle auto ibride, Suzuki parla a tutto campo delle prossime strategie che la vedono impegnata nel panorama automotive italiano. All’Automotive Dealer Day 2018 abbiamo incontrato Massimo Nalli, presidente della filiale italiana, il quale ci ha raccontato le ultime novità.

Il discorso non può che prendere il via dalla cura dalla relazione tra la Casa automobilistica e il proprio network di vendita, che resta il perno di ogni strategia di distribuzione al cliente finale.

IL RAPPORTO SIMBIOTICO CON LA RETE

“Al costruttore – sottolinea Nalli – spetta il ruolo di progettare e realizzare i prodotti, alla rete di vendita quello di venderli. Sembra banale, ma fino a quando un Costruttore non sarà in grado di vendere al cliente finale e un concessionario non sarà capace di costruire vetture, siamo legati da un rapporto inscindibile. E allora, ognuno nel suo ruolo, cerchiamo di fare squadra”.

Auto ibride Suzuki

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Un obiettivo, quest’ultimo, spesso e volentieri non facilissimo da raggiungere. Sia le Case auto che i dealer, riconosce il numero uno di Suzuki, hanno infatti molti motivi per non fidarsi l’uno dell’altro. Ecco allora la strada da percorrere: “riconoscere quali sono i punti che ci caratterizzano per avere interessi comuni. Se riusciamo ad arrivare a una fiducia reciproca, allora il concetto di squadra è fatto”.

Il Costruttore, in primis, deve investire in tutte le direzioni interessanti per i singoli mercati. Nella strategia di Suzuki, infatti, non c’è una sola linea guida. Si seguono vari fronti: dall’ibrido all’elettrico fino alle celle combustibili alimentate a idrogeno.

AUTO IBRIDE SUZUKI

Oggi, nella transizione dalle motorizzazioni tradizionali alle trazioni elettriche o ibride si riscontra una confusione generale molto accentuata, spesso associata alla demonizzazione del diesel. In questo contesto, la Casa di Hamamatsu si proietta decisa verso la propulsione ibrida.

“Suzuki propone un ibrido facile da comprendere: la tecnica di guida non deve cambiare, non c’è bisogno di spine o di prese di corrente per poter caricare la vettura, non viene intaccato lo spazio del bagagliaio. E’ un’ibrido intelligente, che permette di abbattere i consumi in modo efficace, per quanto riguarda Suzuki fino al 17% sul ciclo urbano. Il tutto con un aggravio di costo di 1.000 euro, che il cliente può percepire come ragionevole”.

Massimo Nalli, presidente Suzuki Italia

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