Macri Piacentini: “La gestione dei lead ci ha fatto crescere”

La concessionaria P.auto di Forlì e Cesena, sul web, si da’ parecchio daffare. L’azienda distribuisce i brand Citroen (anche veicoli commerciali), DS e Suzuki e svolge attività di officina e Service Alfa Romeo e Tata. A svelare la strategia digitale portata avanti da qualche anno è la titolare Macri Piacentini, che abbiamo incontrato a Internet Motors Truck-LCV.

“Abbiamo cominciato a trattare i lead come penso abbiano fatto tutte le concessionarie d’Italia, un po’ aiutate dalle Case automobilistiche”, esordisce Macri.

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VIDEO: INTERVISTA A MACRI PIACENTINI, TITOLARE DI P.AUTO

Dai primi lead, che “erano un po’ ‘sporchi’ e non si sapevano trattare bene”, fino a oggi la strada che è stata fatta è tanta. La parola chiave è formazione. “Abbiamo imparato a trattare questi lead e a chiamare specificatamente il cliente con l’obiettivo di portarlo in salone. Il lead è diventato così un potenziale visitatore della concessionaria”.

I numeri confermano che si tratta di una strategia vincente. ” Nel mese di maggio del 2017 – dichiara Macri – il tasso di chiusura dei lead, per la nostra concessionaria, è stato del 20%. Stiamo parlando di lead buoni, sui quali non sono state fatte attività di marketing, quindi persone che stanno davvero cercando quell’auto”.

MEGLIO L’USATO

Per l’esperienza della concessionaria, è di gran lunga più semplice convincere un lead a raggiungere la concessionaria piuttosto che portare un cliente in salone per la seconda volta.

Senza contare che “è più facile ‘ingaggiare’ un lead con un usato che con un nuovo perché l’auto è più specifica e il cliente magari cercava quelle caratteristiche e quei chilometri, mentre sul nuovo l’offerta è un po’ uguale dappertutto”, spiega la titolare della concessionaria P.auto di Forlì e Cesena.

CONCESSIONARIA P.AUTO A FORLÍ

P. Auto è una realtà che vende circa 600 pezzi l’anno complessivamente, tra nuovo e usato. “Fatto 100 il numero di auto che vendiamo, facciamo in maniera che 75 siano usate. È l’unico modo che abbiamo perché la marginalità sia importante e consenta all’attività di essere remunerativa. Sotto questa soglia abbiamo visto che difficilmente lo sarà”.

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