Mercato dell’auto: quale futuro ci attende?

mercato auto ottobre 2020

Il mercato dell’auto sta vivendo un periodo senza precedenti, tra la crisi produttiva e i profondi cambiamenti determinati dalla transizione energetica.

In questo quadro, complesso quale futuro ci attende? Una risposta a questa domanda arriva dallo studio “New&Used Car market Study & Forecast 2022-2026” condotto da CWS. L’obiettivo? Fornire le previsioni per i prossimi 5 anni, offrendo, come sottolinea Basilio Velleca, responsabile della divisione automotive di CWS, “i riferimenti quantitativi, storici e previsionali di tutti i comparti dell’automotive per supportare le scelte e le strategie”.

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COME NASCE LO STUDIO DI CWS

Si tratta, in realtà, di tre studi diversi: uno dedicato alle Passenger Cars, uno agli LCV e il terzo alle alimentazioni (fuel type). “Abbiamo raccolto tutti i dati disponibili sul mercato, da Dataforce ad ACI, da Unrae ad Aniasa, per aggregarli e scattare la fotografia completa di ogni settore” spiega Velleca.

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Una peculiarità specifica di questo studio è l’affiancamento alle previsioni sul nuovo “di quelle sull’usato e del noleggio a lungo e a breve termine, individuando i fattori che ne influenzano l’andamento”.

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I TREND DELL’AUTOMOTIVE

Il quadro che emerge dallo studio è quello di un settore che fatica a riprendersi, considerando le conseguenze portate dalla crisi del Covid e le difficoltà derivanti dalla transizione energetica. Non ultima, la guerra in Ucraina.

Interessante notare, però, osserva Velleca, come “per i Costruttori, i dealer e i noleggiatori si attende un periodo di utili importanti, nonostante i livelli di vendita di gran lunga inferiori a quelli del pre Covid”, che nel quinquennio considerato sono destinati a crescere di appena il 3,1% per le auto e del -1,3% per gli LCV.

L’USATO

Anche il settore dell’usato sta soffrendo della carenza di prodotto, ma anche, specie negli ultimi mesi, conclude Velleca “di una netta contrazione della domanda, che, quindi, rende la disponibilità di prodotto meno urgente e inverte i trend di crescita dei prezzi che ha caratterizzato l’ultimo anno”.

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