Officine autorizzate contro indipendenti: l’anomalia italiana

Quello tra le officine autorizzate e gli autoriparatori indipendenti è un rapporto decisamente sbilanciato. Un fenomeno dai contorni insoliti che caratterizza in maniera netta il mondo della riparazione del nostro Paese. Se infatti, in Italia, i primi sono praticamente la metà dei secondi, la situazione è molto più equilibrata negli altri principali mercati europei.

Officine autorizzate

Stando agli ultimi dati divulgati da Quintegia, infatti, si contano poco più di 10.000 officine ufficiali, inclusi i centri convenzionati con le Case. Le strutture indipendenti, invece, raggiungono quota 22.000 (senza considerare carrozzerie e gommisti). Dopo anni di flessioni, nel 2017 il numero delle officine autorizzate è rimasto sostanzialmente stabile, mentre quello degli indipendenti risulta in calo (fonte: Gipa).

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L’ANOMALIA DEL SERVICE ITALIANO

“È un regime di concorrenza che avviene non sempre partendo dagli stessi obblighi: la rete ufficiale deve sottostare a una serie di processi di formazione, di standardizzazione e di qualità a cui l’autoriparatore spesso sfugge e questo abbassa enormemente i costi dell’autoriparazione italiana rispetto al resto d’Europa”.

Fabrizio Guidi, presidente di Asconauto

Nel corso de “La Capitale Automobile Service 3.0”, andato in scena recentemente a Roma, il numero uno di Asconauto ha denunciato l’anomalia economico-finanziaria nella gestione della concessionaria e dei Service. Un’anomalia tutta italiana perché negli altri Paesi del Vecchio Continente la proporzione tra le due realtà che animano il business – autorizzata e indipendente – è molto più equilibrata.

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RICAMBI ORIGINALI: PONTE TRA OFFICINE AUTORIZZATE E INDIPENDENTI

Asconauto, che distribuisce ricambi originali agli autoriparatori attraverso una rete di oltre 900 concessionari riuniti in 25 consorzi, sta cercando di dare il suo contributo per favorire la normalizzazione del mercato italiano.

Spiega Guidi: “Stiamo studiando una soluzione interna verso gli autoriparatori che lavorano con noi. Pensiamo di riuscire a elaborare una proposta entro quest’anno, in modo da offrire una sponda a quanti si renderanno disponibili a utilizzare ricambi originali e a lavorare sulla qualità nell’autoriparazione”.

L’ESPERIMENTO DEL SERVICE DAY 2018

Un chiaro esempio di questa strategia è rappresentato dal nuovo evento in programma a Brescia dal 16 al 18 novembre. Il Service Day 2018, organizzato da Quintegia con la collaborazione di Asconauto, è dedicato alla formazione e al confronto sulle tematiche di interesse per le officine autorizzate. Tuttavia, per diretta ammissione degli organizzatori, vedrà coinvolto attivamente anche il mondo dell’autoriparazione indipendente.

Tra i destinatari di questo appuntamento, infatti, vi sono tutti gli operatori “interessati all’utilizzo del ricambio originale, alla qualificazione della propria attività professionale e a conoscere processi nuovi in modo da andare verso una maggiore qualificazione dell’attività di riparazione richiesta dai modelli sempre più sofisticati in arrivo sul mercato”.

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LE OFFICINE ALLE PRESE CON LE SFIDE DELL’ELETTRICO

Qualità della riparazione: questa, dunque, la strada da seguire per affrontare un mercato caratterizzato da una spinta evoluzione tecnologica. La telematica con l’auto connessa, in prospettiva, e molto prima le motorizzazioni elettriche, impongono la padronanza di competenze sempre più sofisticate.

Telematica concessionari scatola nera

I dispositivi di assistenza alla guida, ad esempio, diminuendo la causalità degli incidenti, renderanno meno frequenti il ricorso ai lavori di carrozzeria. Con le relative ripercussioni, com’è ovvio che sia, sulla relativa rete di operatori. Per il momento, però, lo svecchiamento del parco auto italiano darà ancora tanto da fare.

“La selezione – conclude Guidi – si farà in base alla volontà degli autoriparatori di dotarsi di una riparazione di qualità, stando attenti a non andare incontro a meccanismi di contraffazione dei ricambi per assicurare ai clienti un’adeguata riparazione dei mezzi in circolazione. Quelli nuovi saranno sempre più evoluti. Credo che sarà un processo fisiologico, vedremo come risponderà la rete”.

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